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Venerdì 9 Dicembre 2016, ore 12.43
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Un coup de vieillesse

All'improvviso il ciclo economico appare invecchiato.

Alessandro Fugnoli
Alessandro Fugnoli
Strategist ed esperto in economia, fa parte dal 2010 del team Kairos Partners SGR come responsabile de "Il Rosso e il Nero"
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All'improvviso il ciclo economico appare invecchiato

Incontrare qualcuno che si era perso di vista per qualche tempo e scoprire che ora porta gli occhiali, oppure ha perso i capelli, oppure se li ritrova ingrigiti. Dirgli che è rimasto identico e pensare invece che ora ha le rughe, cammina curvo o ci sente poco. Che ha avuto insomma quello che i francesi chiamano un coup de vieillesse, un invecchiamento improvviso. L'effetto, al primo impatto, è straniante e un poco deprimente ma non dura molto. La nuova immagine si sovrappone presto alla vecchia e tutto ritorna in ordine.

Si viveva spensierati, nei mercati finanziari, fino a qualche settimana fa. Il ciclo economico positivo, partito nella primavera del 2009, non mostrava affatto i suoi cinque anni e quattro mesi di vita, che per i cicli, come per i cani di grossa taglia, corrispondono più o meno ai 50 anni per gli esseri umani. Sembrava molto più giovane. Appariva gracile, magro e vagamente efebico come solo un adolescente può essere. Non un fisico performante come quello di un adulto palestrato ma, in cambio, la prospettiva di una lunghissima vita davanti a sé.

Sembrava comportarsi, questo ciclo, come i topolini da laboratorio alimentati con la metà delle calorie ingerite abitualmente. Magri, piccolini, privi di radicali liberi, refrattari ai tumori e capaci di vivere quasi il doppio dei topi in grado di mettersi a tavola e servirsi liberamente. Una questione di metabolismo e di ormoni.

La pelle liscia, i folti capelli e la freschezza dei tratti erano il risultato della crescita bassa e dell'inflazione quasi inavvertibile, che in primavera appariva addirittura destinata a scendere sotto l'uno per cento. La dieta ipocalorica, si diceva, aveva fatto sì che le scorte di cibo a disposizione di questo ciclo, gigantesche nel 2009, fossero ancora praticamente intatte. Scorte di cibo costituite dalle risorse disponibili ma inutilizzate, disoccupati da una parte e capannoni pieni di macchinari ancora fermi dai tempi della crisi dall'altra. Finché ci sono risorse inutilizzate così ampie, era la tesi, non ci sarà inflazione per anni e anni a venire, non ci sarà motivo per alzare seriamente i tassi da parte delle banche centrali e non ci sarà quindi ragione per vendere i bond o per non comprare azioni quando le società, pur con una crescita bassa, hanno utili in aumento.

(Nella foto: Rembrandt. Ritratto di vecchio in rosso. 1652)
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