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Lunedì 26 Settembre 2016, ore 23.00
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Italia non è più tempo per Arlecchino e Pulcinella

La sfida che abbiamo di fronte come paese, ma potremmo dire, come contesto globale è capire quali siano le radici di una crisi che sembra avvitarsi in un "loop" senza fine.

Fabrizio Pezzani
Fabrizio Pezzani
Professore ordinario di Economia Aziendale presso l'Università L. Bocconi. E' autore di libri e pubblicazioni sui temi di governance e controllo delle amministrazioni pubbliche e private e delle relazioni tra economia, etica e società.
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La sfida che abbiamo di fronte come paese, ma potremmo dire, come contesto globale è capire quali siano le radici di una crisi che sembra avvitarsi in un "loop" senza fine. Il pensiero unico tecnico razionale ci fa vedere solo il futuro come garanzia di successo, ma perdiamo la memoria del passato. Così l'"homo sapiens" sembra essere piuttosto duro nel capire i suoi errori, mentre è attento a capire le cause e gli effetti dei suoi malanni fisici, mostra di non capire le correlazioni tra cause ed effetti nella sua storia; si comporta come se il passato fosse stato cancellato e come se la storia non avesse mai mostrato situazioni simili a quelle a cui si trova davanti ora. Questa "dimenticanza" non ci consente di capire chiaramente che siamo di fronte ad una crisi "antropologica" e non economica così continuiamo a cercare la cause nei posti sbagliati e non troviamo le vie corrette da seguire. Il nostro paese è l'esempio paradigmatico di questa confusione incapace di capire che è ora di ragionare sui fini e non solo sui mezzi, così affida al tempo delle riforme una sorta di viatico salvifico che non è. Ancora una volta è il cambiare tutto per non cambiare niente, come nelle parole del principe di Salina. Speriamo che tutti insieme si provi a ritrovare il buon senso del pensiero, del confronto intellettualmente onesto, l'umiltà di riconoscere gli errori fatti, ma anche i calore dei sentimenti e del cuore. Forse, allora, eviteremo la fine della rana che, messa nella pentola a bollire ed essendo incapace di capire le variazioni termiche arriva a bollitura senza rendersene conto; una fine che anni fa pensava per noi Giddens.

Se un alieno planasse oggi in Italia leggendo i giornali e sentendo i politici avrebbe la certezza che i nostri mali dipendono dalle regole dell'Unione Europea, dalla durezza teutonica, dalla "tecnocrazia" delle regole anche se noi siamo imbattibili in un ipotetico campionato mondiale della tecnocrazia burocratica, ma l'alieno non lo sa.

Le cose non stanno propriamente così, infatti un altro sport in cui eccelliamo è quello di dare la colpa agli altri, sempre e comunque. Questa tentazione dell'animo umano è forte se il dissesto capita alla fine di una giornata limpida e felice che si è fatuamente creduto non dovesse avere mai fine; in queste ambasce si cede alla tentazione di trovare capri espiatori che portino il peso della propria incapacità ed inettitudine; proviamo a mettere in fila i fatti.
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