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Giovedì 8 Dicembre 2016, ore 11.05
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Elettori e politici votano avvolti nel velo dell'ignoranza politica

Qual è il problema grave che mette a rischio il corretto funzionamento della democrazia non solo in Italia, ma anche in altri Paesi e non solo in tempi recenti?

Vincenzo Russo
Vincenzo Russo
Ordinario di Scienza delle Finanze presso l'Università La Sapienza, Roma. Autore del blog enzorusso2020
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Bicameralismo perfetto, anomalia italiana, così scrive Roberto D'Alimonte nel suo Osservatorio politico sul Sole 24 Ore del 20-07-14: 15 paesi membri della UE su 28 non hanno una seconda camera. Bene bravo. I paesi membri sono: Bulgaria, Cipro, Croazia, Danimarca, Estonia, Finlandia, Grecia, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Portogallo, Slovacchia, Svezia, Ungheria. Secondo me, il confronto è improprio perché nessuno di questi paesi membri è un paese federale.

L'Italia non è un paese federale, ma da 20 anni si muove nella direzione di un modello federale e, comunque, la Costituzione del 1948 ha disegnato uno Stato regionale vicino come forma di governo allo Stato federale perché prevede una suddivisione del potere legislativo anche in materia fiscale. Anche il confronto con la Francia e la Spagna non è del tutto coerente perché anche questi due paesi non sono veri e propri stati federali. In Francia le regioni hanno funzioni molto limitate, in Spagna ci sono le Comunità autonome e in alcune di esse ci sono forti spinte indipendentiste ma a differenza dell'Italia Francia e Spagna non sono stati regionali.

Tra i paesi membri dell'UE un vero e proprio stato federale è la Germania. Come noto, i Laender sono l'ossatura del modello tedesco, ci sono le competenze concorrenti, ma il livello di coesione sociale è talmente alto che molti analisti politici definiscono il modello del tipo marble-cake ossia, un modello dove le competenze sono strettamente interconnesse tra i diversi livelli di governo. Il loro esercizio presuppone e pratica la cooperazione per cui in Europa il modello viene individuato anche come modello cooperativo e solidale. Per inciso il modello marble-cake viene confrontato con il modello layer-cake secondo cui le competenze dei diversi livelli sono meno interconnessi, alias, più nettamente distinti o dualistici. Ma secondo me, sarebbe un errore credere che non ci sia cooperazione anche in questo secondo tipo di modello perché senza cooperazione in nessuna forma di Stato e/o di governo si può perseguire il bene comune.

In Italia per due decenni ci hanno detto che il modello di federalismo che volevamo era quello di tipo cooperativo e solidale. Negli ultimi tre anni, si è fermato il processo di attuazione del Titolo V della Costituzione novellato nel 2001 e della legge delega 42 del 2009 e sempre più evidenti sono le spinte neo-centralistiche per tornare nella sostanza alla situazione anni '60. Secondo me, non si può discettare sul ruolo del Senato, se non si chiarisce preliminarmente quale forma di Stato e di governo vogliamo costruire e, in secondo luogo, se non teniamo conto della direzione in cui si muove il processo di integrazione europea. Questa secondo me, si muove ineluttabilmente verso un modello di Stato federale, nonostante le resistenze della stragrande maggioranza dei PM con governi in preda a rigurgiti nazionalistici.
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