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Domenica 11 Dicembre 2016, ore 11.01
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La petrovaluta

Più opportunità che rischi per il dollaro.

Alessandro Fugnoli
Alessandro Fugnoli
Strategist ed esperto in economia, fa parte dal 2010 del team Kairos Partners SGR come responsabile de "Il Rosso e il Nero"
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Più opportunità che rischi per il dollaro

Proviamo a lanciare una provocazione. Che cosa ci sarebbe di male, per i prossimi due anni, a tenere il portafoglio al 100 per cento in dollari? Che rischio si correrebbe mai a rovesciare completamente l'impostazione tradizionale europea, che consiste nel coprire il rischio dollaro per la parte di portafoglio investita in America, e a coprire invece l'euro per la parte investita in Europa?

La prima obiezione è che non si deve mai prendere un rischio sull'intera posizione. L'Europa è però piena di portafogli che contengono solo euro e nessuno si sente particolarmente nervoso per questo. Già, si dirà, ma se si fa la spesa in euro e se si ha in mente di comperare una casa in euro, avere dollari è sicuramente rischioso. Giusto. Si tengano dunque da parte gli euro per la spesa al supermercato e quelli per la casa, se si ha davvero intenzione di comprarla. Ma il resto?

La seconda obiezione è che l'Eurozona è un'area in surplus delle partite correnti, mentre l'America è in deficit. I manuali insegnano che chi è in surplus rivaluta e chi è in disavanzo svaluta. Perché dunque comprare la divisa di un paese in deficit?

Qui la prima osservazione che viene in mente è che l'Europa, nel secondo dopoguerra, è sempre stata in surplus, mentre l'America è sempre stata in disavanzo. Keynes disegnò Bretton Woods nel 1944 agganciando tutti al dollaro, che a sua volta si legava all'oro. Era una variazione sottile ma rilevante rispetto al Gold Standard che era stato in vigore fino al 1934, dove tutti erano agganciati direttamente all'oro. Keynes mise in mezzo il dollaro per permettere all'America di barare al gioco e finanziare il suo deficit stampando ogni anno una certa quantità di nuovi dollari. L'imbroglio era dunque voluto ed era anche benefico. Comprando dall'estero più di quello che poteva permettersi secondo le regole classiche, l'America dava un mercato di sbocco alle esportazioni europee.

(Nella foto: Luglio 1944. Alla Conferenza di Bretton Woods presero parte 44 paesi)
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