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Domenica 11 Dicembre 2016, ore 14.51
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Politica , Economia ed Accademia al crocevia della Storia

Fabrizio Pezzani
Fabrizio Pezzani
Professore ordinario di Economia Aziendale presso l'Università L. Bocconi. E' autore di libri e pubblicazioni sui temi di governance e controllo delle amministrazioni pubbliche e private e delle relazioni tra economia, etica e società.
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Alfred Nobel, nel cui nome vengono assegnati ogni anno i premi dall'Accademia delle Scienze di Stoccolma, morì in solitudine il 10 dicembre 1896. Dilaniato dal timore che l'invenzione della dinamite avrebbe potuto essere uno strumento di morte e non di benessere per la società, si sentì definire "mercante di morte", e dal dolore della morte del fratello causata dalla sua scoperta, lasciò il suo patrimonio in donazione per una società ideale dell'uomo. Una società che fosse in grado di realizzare i valori universali dei diritti umani: la libertà, l'uguaglianza, la solidarietà. I valori espressi erano un invito alla politica ed alle scienze a dare sostanza e valore alla dignità dell'uomo. In questo senso i premi dovevano testimoniare un valore universale esteso a tutti.

Nel suo testamento olografo precisava che, con il ricavato del suo patrimonio, ogni anno si dovesse riconoscere un premio agli studiosi che nei loro campi avessero contribuito maggiormente a creare le condizioni "del benessere" della società. Accanto e dopo le scienze positive – chimica, fisica, medicina – veniva attribuito il premio per la letteratura a coloro che avevano prodotto "il lavoro di tendenza idealistica più notevole"; infine il premio a cui forse teneva di più, quello per la pace assegnato "alla persona che più si sia prodigata o abbia realizzato il migliore lavoro ai fini della fraternità tra le nazioni per l'abolizione o la riduzione di eserciti permanenti". Le volontà di Alfred Nobel sono chiarissime, scolpite sulla pietra senza possibilità di false interpretazioni, funzionali a dare un equilibrio al senso della vita sospesa tra il mondo dello spirito e quello dell'esperienza. Nel tempo però queste indicazioni sembra si siano progressivamente offuscate a favore di criteri su certi premi non sempre coincidenti con i desiderata di Nobel. Ma proviamo a vedere la realtà dei fatti.

Fino agli anni sessanta l'Accademia ha cercato di mantenere un difficile equilibrio in un arco temporale che sembrava avere distrutto ogni speranza di vita pienamente umana. Nel 1969 viene istituito il premio per l'Economia, non previsto da Nobel ed infatti viene finanziato dalla Banca di Svezia, tra molte controversie espresse proprio dagli studiosi di quella materia, lo stesso Von Hayek sarebbe stato indeciso fino all'ultimo se accettare o meno nel 1974 il premio. In effetti A. Nobel aveva previsto premi per scienze misurabili e premi improntati alla spiritualità dei sentimenti – letteratura e pace -, ma l'Economia, nuova arrivata, si collocava in un campo intermedio in quanto scienza sociale e morale non poteva essere trattata come scienza positiva ma dovendo contribuire alla realizzazione di bisogni pratici non poteva essere studiata senza elementi di misurazione della convenienza delle scelte in presenza di bisogni scarsi.

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