Teleborsa utilizza cookie, anche di terze parti, e tecnologie simili per gestire, migliorare e personalizzare la tua esperienza di navigazione del sito. Per maggiori informazioni su come utilizzare e gestire i cookie, consulta la nostra Informativa sui cookie. Chiudendo questa notifica o interagendo con questo sito acconsenti al nostro utilizzo dei cookie. X
Mercoledì 28 Settembre 2016, ore 14.12
Azioni Milano
A B C D E F G H I J K L M N O P Q R S T U V W X Y Z

Spend, spend, spend

Se Vivian Nicholson prendesse il posto della Merkel

Alessandro Fugnoli
Alessandro Fugnoli
Strategist ed esperto in economia, fa parte dal 2010 del team Kairos Partners SGR come responsabile de "Il Rosso e il Nero"
1 2 3 4 »
Se Vivian Nicholson prendesse il posto della Merkel

La sera del 21 settembre 1961 la cittadina mineraria di Castleford, nel cuore della regione carbonifera dello Yorkshire, è immersa nella sua ordinaria tristezza. Vivian Nicholson guarda la televisione dopo una dura giornata di lavoro. Viv ha 25 anni e tre figli. Guadagna come cameriera 7 sterline alla settimana, esattamente come il marito minatore. L’Inghilterra è un paese impoverito da due guerre e dalla difesa orgogliosa di un grande impero che ha finito di andare in pezzi e si è dissolto proprio nei mesi precedenti. Il razionamento alimentare è terminato da pochi anni, ma frugalità e austerità continuano ad accomunare tutte le classi sociali.

La televisione comunica il biglietto vincente della lotteria. I Nicholson hanno un sobbalzo. Per due ore perquisiscono la loro casa. Alla fine trovano il tagliando nella tasca posteriore dei pantaloni di lui. Hanno vinto 152 mila sterline, l’equivalente di tre milioni di oggi.

Passano la notte senza chiudere occhio. Passano svegli anche la seconda notte. Il terzo giorno Vivian chiama la banca e prende il treno per Londra. All’arrivo vede tantissima gente in stazione e si stupisce perché non è ora di punta. E infatti non sono pendolari, ma cronisti e fotografi di tutta la stampa del regno. Tra i flash qualcuno le chiede che cosa farà di tutti quei soldi. Vivian si concentra un momento, regala un grande sorriso e risponde “Spend, spend, spend”.

La morale vittoriana crolla per sempre in quel preciso momento. Non sono i Beatles, che sono ancora ad Amburgo a cantare per due soldi. Non è Mary Quant che inventerà la minigonna tre anni più tardi. Non sono movimenti intellettuali o politici. A cambiare il corso della storia dell’Occidente è una proletaria anticonformista, allegra e vivace a cui non passa nemmeno un attimo per la testa l’idea di tenere qualcosa da parte per la vecchiaia o di esercitare un po’ di filantropia come la morale vittoriana prescriverebbe in questi casi.

(Nella foto: Viv Nicholson nei giorni felici. 1961)
1 2 3 4 »
Altri Top Mind
Commenti
Nessun commento presente.
Per inserire stili HTML nel commento seleziona una parola o una frase e fai click sull'icona corrispondente.