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Giovedì 29 Settembre 2016, ore 22.40
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Le cose cambiano

Che cosa è cambiato dopo la decisione della BNS di liberare il cambio del Franco Svizzero contro Euro?

Francesco Caruso
Francesco Caruso
Master in Financial Technical Analysis, vincitore di SIAT Award 2011
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Che cosa è cambiato dopo la decisione della Banca Nazionale Svizzera di liberare il cambio del Franco Svizzero contro Euro? Qualcosa di certo è cambiato. In primo luogo, il re è nudo: le Banche Centrali, come tutti sanno ma nessuno dice, si sono ancora una volta dimostrate mentitrici strutturali, non per malevolenza, ma per convenienza, a volte (almeno nella loro opinione) per convenienza collettiva. Fino a tre giorni prima della decisione, la BNS ha detto pubblicamente che avrebbe difeso il cambio con ogni mezzo. Ci sono diverse opinioni sul perché ciò non sia successo. Si va da un eccesso di riserve valutarie nel bilancio della BNS (per difendere il livello di 1.20 la BNS ha dovuto acquistare enormi quantità di EUR), alla semplice presa d’atto che, lasciando il cambio contro EUR fisso, il CHF veniva massacrato contro USD, per finire con l’ipotesi di una perdita di fiducia nell’Euro stesso preventiva al QE della BCE. Certamente, per l’assunto iniziale, diffidiamo che la verità venga rivelata nei comunicati ufficiali.

Sia come sia, la mossa della BNS potrebbe passare alla storia finanziaria come il primo atto deliberato di ribellione (o di autonomia) rispetto alla politica globale (keynesiana? dibattito aperto…) di creazione di moneta dal nulla. Semplicemente, la Svizzera si è dissociata e si è posta, per un motivo o per l’altro, sulla posizione del pensiero economico austriaco. Ma facciamo un passo indietro.

La grande storia del mondo è la bolla obbligazionaria. Per decenni, i sistemi politici delle maggiori nazioni sono andati avanti comprando voti in cambio della promessa di sistemi sanitari, pensionistici e di creazione di infrastrutture. I politici, per essere eletti, hanno promesso di spendere le tasse in programmi sociali di cui gli elettori avrebbero beneficiato. Siccome ciascuno alla fine pensa che a pagare siano prevalentemente gli altri (ma, come diceva Sartre, gli altri siamo noi), il gioco è andato avanti. Quando si pensa che i soldi che vengono spesi non siano i tuoi, è facile firmare un assegno in bianco: e questo è esattamente ciò che è successo, con i governi di molte nazioni che sono andati avanti a promettere pensioni sicure, senza preoccuparsi di dove avrebbero trovato i soldi. Quando si è trattato di pagare il conto di queste promesse, i governi hanno capito che le tasse non sarebbero bastate e hanno cominciato a emettere debito (= obbligazioni): e questa è la vera origine della bolla obbligazionaria.

Le grandi banche, che avevano un monopolio nel trattare il debito pubblico, erano lasciate libere di gestire questa situazione per tre motivi:

1. loro e i loro grandi clienti potevano utilizzare gli asset “risk free” come i debiti governativi come collaterale a garanzia delle posizioni in derivati, che erano (sono) quelle dove le banche guadagnano i veri soldi; attualmente, il rapporto tra il debito globale (enorme) e i derivati è di 1:5…
2. i governi erano ben felici di lasciare alle banche la patata quando era bollente, come si è visto nella crisi Lehman e ancora dopo nelle ondate di crisi del debito europeo;
3. i detentori di bonds governativi sono al top della catena alimentare finanziaria.
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