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Domenica 11 Dicembre 2016, ore 11.06
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La bolla "speculativa" della politica

La crisi non è finanziaria ed economica, come continua ad essere percepita e raccontata, ma è antropologica...

Fabrizio Pezzani
Fabrizio Pezzani
Professore ordinario di Economia Aziendale presso l'Università L. Bocconi. E' autore di libri e pubblicazioni sui temi di governance e controllo delle amministrazioni pubbliche e private e delle relazioni tra economia, etica e società.
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La crisi non è finanziaria ed economica, come continua ad essere percepita e raccontata, ma è antropologica mentre nel tempo si è diffuso il termine di bolla finanziaria. In realtà questi eventi si sono sempre manifestati da quando è stato possibile l’investimento in valori mobiliari ed immobiliari, ma l’estensione ed il volume delle transazioni finanziarie, oggi ormai incalcolabili e tendenti all'infinito, hanno aumentato enormemente il loro numero e la loro devastante intensità.

La formazione delle bolle finanziarie è legata ad una componente più emozionale che razionale dell’animo umano ed anche la più evidente dimostrazione della falsità del teorema della razionalità fasulla dei mercati che i media, l’accademia e gli interessi costituiti sono riusciti a spacciare come verità incontrovertibile. Infatti, quando vengono a formarsi condizioni economiche e finanziarie funzionali a fare alimentare aspettative di crescita illimitata dei valori mobiliari – azioni, obbligazioni, valute, commodities, oro e gli altri prodotti finanziari sterminati– e mobiliari – i subprime per tutti – i risparmiatori sono indotti e spinti, anche tramite la manipolazione dei dati, ad approfittare del momento favorevole per comperare questi prodotti accelerandone la crescita. In questo modo si viene a creare, come abbiamo drammaticamente sperimentato, un processo euforico che si autoalimenta illudendo tutti, come il canto delle sirene di Ulisse, che il sole rimarrà sospeso allo zenit per sempre, così il mercato e la finanza cominciano a vivere una vita loro sempre più lontana dalla realtà e si forma la “bolla speculativa” dei desideri assecondando il mito di “Re Mida”.

Ma prima o poi la verità nascosta comincia a disvelarsi e il castello dei sogni si frantuma, si inverte la tendenza e si precipita nel caos, nella paura delle perdite e si finisce incatenati da chi ha condotto nell'ombra quel tragico inganno.

Le bolle, però, per la loro natura emozionale sono estensibili a tutti quei settori dove l’uomo viene condotto a decidere da fattori emozionali e meno dalla pura razionalità, di fatto spesso assente. La sensibilità a questo tipo di messaggi ha ispirato spesso le campagne di marketing delle imprese orientandole verso un modello di consumismo diffuso, l’attenzione al consumo di beni voluttuari non è dettato dal bisogno percepito secondo una corretta priorità valoriale che la comunicazione ha ormai alterato; la ragazzina che si vende per comperare una borsetta scambia il fine con il mezzo ed usa la sua vita come bene di consumo ne è un drammatico esempio.
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