Teleborsa utilizza cookie, anche di terze parti, e tecnologie simili per gestire, migliorare e personalizzare la tua esperienza di navigazione del sito. Per maggiori informazioni su come utilizzare e gestire i cookie, consulta la nostra Informativa sui cookie. Chiudendo questa notifica o interagendo con questo sito acconsenti al nostro utilizzo dei cookie. X
Mercoledì 28 Settembre 2016, ore 09.06
Azioni Milano
A B C D E F G H I J K L M N O P Q R S T U V W X Y Z

Dalla retta al cerchio

Qualcosa sta cambiando sul serio

Alessandro Fugnoli
Alessandro Fugnoli
Strategist ed esperto in economia, fa parte dal 2010 del team Kairos Partners SGR come responsabile de "Il Rosso e il Nero"
1 2 3 4 »
Tentiamo di trovare una logica di fondo nel polverone che si è levato sui mercati nelle ultime due settimane e avanziamo qualche ipotesi sul futuro.

I sei anni seguiti alla primavera del 2009, il punto più basso della Grande Recessione, hanno visto nei mercati il prevalere di movimenti lineari, lunghi e ampi. I tassi hanno continuato a scendere, i bond e le azioni a salire. Le valute hanno avuto due ampi movimenti. La prima fase, quella che ha visto l’America adottare le politiche monetarie e fiscali più espansive, ha avuto un dollaro sostanzialmente stabile e debole. Nella seconda, che ha visto il passaggio delle politiche più espansive prima al Giappone (2012) e poi all’Europa (2014), il dollaro ha preso a rafforzarsi con una progressione costante.

Le materie prime, dal canto loro, hanno avuto anch’esse due fasi lineari. La prima ha visto un consistente rafforzamento, causato dal dollaro debole e dalla forte domanda cinese. La seconda fase, discendente, ha avuto come cause il dollaro forte, l’indebolimento della domanda cinese e la rivoluzione del fracking, che ha portato a un’esplosione dell’offerta di petrolio e gas non convenzionali.

Anche sul piano macroeconomico le tendenze sono state lunghe e, a modo loro, regolari. L’America ha avuto una crescita debole ma costante che ha permesso una riduzione lineare del tasso di disoccupazione. L’Europa ha avuto una Francia perfettamente stagnante e una Germania che, con la sua crescita, ha compensato le recessioni a singhiozzo della periferia. L’inflazione globale ha continuato lentamente a scendere, senza però trasformarsi in deflazione conclamata.

Sulla borsa americana, infine, i margini si sono mantenuti costanti su livelli record, gli utili hanno continuato a crescere e i multipli si sono progressivamente espansi. Tutto molto liscio e regolare.

(Nella foto: Richard Yaski. Concentric Circle)
1 2 3 4 »
Altri Top Mind
Commenti
Nessun commento presente.
Per inserire stili HTML nel commento seleziona una parola o una frase e fai click sull'icona corrispondente.