Teleborsa utilizza cookie, anche di terze parti, e tecnologie simili per gestire, migliorare e personalizzare la tua esperienza di navigazione del sito. Per maggiori informazioni su come utilizzare e gestire i cookie, consulta la nostra Informativa sui cookie. Chiudendo questa notifica o interagendo con questo sito acconsenti al nostro utilizzo dei cookie. X
Domenica 11 Dicembre 2016, ore 11.05
Azioni Milano
A B C D E F G H I J K L M N O P Q R S T U V W X Y Z

Schrebergarten

Questione greca e scontro di civiltà

Alessandro Fugnoli
Alessandro Fugnoli
Strategist ed esperto in economia, fa parte dal 2010 del team Kairos Partners SGR come responsabile de "Il Rosso e il Nero"
1 2 3 4 »
Le città del mondo sono fatte di case, strade, piazze, fabbriche e parchi ma sono anche piene di spazi interstiziali, quelli che i francesi chiamano terreni vaghi perché la loro destinazione è indefinita. Lungo le ferrovie urbane, intorno alle fabbriche abbandonate, tra un casermone e l’altro della banlieue, queste aree amate dai topi e dalle vipere sono utilizzate generalmente e gioiosamente dai cittadini come discariche, luoghi di oscuri traffici o di insediamenti abusivi.

Non in Germania. I terreni vaghi sono meticolosamente censiti e messi a reddito. I comuni pubblicano ogni anno un elenco di questi spazi ed esaminano le numerose domande dei richiedenti, che sono cittadini singoli o, più spesso, ordinate associazioni di cittadini muniti di regolare tessera di riconoscimento. I richiedenti pagano un canone annuale e ovviamente, essendo in Germania, non sono liberi di fare in questi terreni quello che credono, ma devono ripartire lo spazio loro assegnato secondo precisi criteri.

Non più di un terzo (la grandezza media del lotto è di 300 metri quadrati) può essere adibito a orto, un terzo va tenuto a prato e un terzo deve avere una finalità ornamentale (piante o fiori). Data l’assenza di balconi nelle case tedesche, i cittadini pagano volentieri per potere sfogare il loro amore per fiori e piante e fare più bella la loro città.

Dei tedeschi si può dire tutto, ma non che siano dei neoliberisti selvaggi. Dalle gilde medievali alla fondazione dello stato assistenziale da parte di Bismarck fino all’assoggettamento della grande industria da parte del nazionalsocialismo la Germania si è caratterizzata sempre per uno stato dirigista e regolatore e per una fiorente e ordinatissima società civile in cui anche gli amici che si trovano al bar hanno un presidente, un segretario e un tesoriere. Anche la Bundesrepublik si è sempre ispirata all’ideologia ordoliberale dell’economia sociale di mercato, un ossimoro in cui l’accento è sempre caduto sul sociale più che sul mercato.

(Nella foto: Un campo di microappezzamenti (Shrebergarten) alla periferia di Monaco)
1 2 3 4 »
Altri Top Mind
Commenti
Nessun commento presente.
Per inserire stili HTML nel commento seleziona una parola o una frase e fai click sull'icona corrispondente.