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Venerdì 2 Dicembre 2016, ore 20.53
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Oro opaco

La caduta delle materie prime non significa né deflazione né recessione

Alessandro Fugnoli
Alessandro Fugnoli
Strategist ed esperto in economia, fa parte dal 2010 del team Kairos Partners SGR come responsabile de "Il Rosso e il Nero"
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Quando si parla di oro si vola sempre troppo alto. Si usano grandi concetti come la barbarie (quella di chi lo compra) e la civiltà (quella di chi se ne disfa per comprare la più evoluta cartamoneta). Si parla di grandi cicli inflazionistici o deflazionistici, di correlazione con il Quantitative easing, con il dollaro e con i tassi d'interesse. Ci si divide fra teorizzatori della grande guerra valutaria globale e del conseguente debasing sistematico di tutte le monete da una parte e, dall'altra, critici del braccio corto delle banche centrali, che dovrebbero stampare di più per impedire il collasso del sistema.

Altre volte ci si butta sulla geopolitica, il petrolio, l'Isis, il Mediterraneo in fiamme, l'Iran con l'atomica, l'Ucraina e la nuova guerra fredda, il grande disordine globale. Oppure sul crash imminente delle borse e dei bond o, in alternativa, sull'eterna primavera che hanno scritta nel destino.

Discussioni affascinanti, che lasciano però il tempo che trovano. Da quando Nixon, nel 1971, ha annunciato la fine del Gold Exchange Standard l'oro è riuscito a fare tutto e il contrario di tutto, correlandosi a volte positivamente e a volte negativamente con tassi, crescita, dollaro, petrolio e Quantitative easing. È triplicato tra il 2002 e il 2007, anni in cui i tassi americani sono stati ritoccati al rialzo una ventina di volte e in cui il mondo ha goduto di una formidabile espansione. Ed è poi di nuovo raddoppiato negli anni successivi, tra il 2008 e il 2011, mentre i tassi venivano precipitosamente tagliati e il mondo cadeva in una crisi gravissima seguita poi da una debole ripresa. E ancora, è raddoppiato nei primi due anni di Quantitative easing ed è passato da 1900 a 1100 dollari nei successivi tre anni di espansione monetaria globale. E si potrebbe continuare.

(Nella foto: Miniera d'oro illegale in Myanmar)
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