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Venerdì 30 Settembre 2016, ore 00.19
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Quel che resta del giorno

La notizia dell'inizio di una recessione globale è quanto meno prematura

Alessandro Fugnoli
Alessandro Fugnoli
Strategist ed esperto in economia, fa parte dal 2010 del team Kairos Partners SGR come responsabile de "Il Rosso e il Nero"
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Come molte malattie, le recessioni approfittano degli eccessi e degli stravizi ai quali ci lasciamo andare da sani, quando ci pensiamo invincibili.

Come molte malattie, le recessioni non si annunciano con squilli di trombe ma lavorano inizialmente in silenzio. Anche quando producono i primi sintomi, possono facilmente essere scambiate per banali acciacchi o mali di stagione.

Accade però anche il contrario e cioè che banali acciacchi o mali di stagione siano scambiati per sintomi di malattie gravi. O che malattie anche debilitanti e invalidanti, ma non fatali, siano scambiate per l'inizio della fine e che il paziente si ponga senza motivo (e ponga al suo dottore) l'interrogativo più crudele. Quanto mi resta?

Nonostante i progressi della medicina, la diagnosi corretta è ancora un'arte, più che una scienza. Ma oltre alle difficoltà oggettive, ci sono molte questioni soggettive. Un medico può esagerare la gravità della situazione perché è lui stesso ansioso, perché vuole spaventare il paziente per indurlo a curarsi di più oppure perché è in conflitto d'interesse e vuole fare spendere soldi in esami e cure inutili.

Talvolta c'è un confine sottile tra l'ansia, la volontà di coprirsi le spalle e l'ambizione di farsi notare. Negli ultimi vent'anni abbiamo assistito all'insorgere di numerose nuove epidemie circoscritte (la Sars, l'aviaria, l'encefalopatia spongiforme, Ebola) e tutte le volte si è alzato qualcuno, anche molto autorevole, ad annunciare una pandemia paragonabile alla Peste Nera. Ammonire per primi può essere un segno di responsabilità, ma può anche essere utile alla carriera e, nel caso la fosca previsione si avveri, procurare una citazione negli annali di storia della medicina, un monumento e la dedica al proprio nome di un ospedale, di una via o di una piazza.

(Nell'immagine: Anthony Hopkins ed Emma Thompson in Quel che resta del giorno. 1993)
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