Teleborsa utilizza cookie, anche di terze parti, e tecnologie simili per gestire, migliorare e personalizzare la tua esperienza di navigazione del sito. Per maggiori informazioni su come utilizzare e gestire i cookie, consulta la nostra Informativa sui cookie. Chiudendo questa notifica o interagendo con questo sito acconsenti al nostro utilizzo dei cookie. X
Sabato 3 Dicembre 2016, ore 20.43
Azioni Milano
A B C D E F G H I J K L M N O P Q R S T U V W X Y Z

50 sfumature di grigio

Un'eco del 1994-95 e del 1997-98, non del 2008

Alessandro Fugnoli
Alessandro Fugnoli
Strategist ed esperto in economia, fa parte dal 2010 del team Kairos Partners SGR come responsabile de "Il Rosso e il Nero"
1 2 3 4 »
Oggi sappiamo (e studiamo dai libri di storia) che la Cina uscì dalla fase più buia del suo dopoguerra nel 1978. Fu una svolta netta, di 180 gradi, e conosciamo gli effetti giganteschi che ha prodotto. Se però andiamo a ricordare la percezione che della Cina ebbe il resto del mondo negli anni Ottanta e nella prima metà degli anni Novanta vediamo che quasi nessuno si accorse sul serio della portata di quello che stava succedendo.

La Cina continuò per un tempo lunghissimo a essere vissuta, sul piano economico, come una quantité négligeable. I modelli econometrici delle banche centrali, incluso quello della Fed, non includevano nemmeno i paesi emergenti. Questo, ovviamente, comportò per anni, tra le altre cose, una sottostima della crescita globale e del potenziale di rialzo dei prezzi delle materie prime.

È solo un esempio, tra i tanti, di come non siamo capaci di cogliere le tendenze più grandi che ci passano sotto il naso, semplicemente perché escono dai nostri schemi. I nostri sensori non sono tarati per rilevarle.

Vista questa incapacità, proviamo una certa invidia per tutti quelli che, in questo momento, esprimono idee forti e decise sul mondo e sui mercati. La produzione di economisti e analisti che affermano di avere capito tutto non va mai in crisi. Una parte di loro è oggi sicura che il mondo sta entrando in recessione, un’altra che tutto continuerà ad andare bene, quanto meno nei paesi sviluppati. Molti si dicono certi che l’inflazione risalirà presto, molti altri affermano perentoriamente che siamo già entrati nella morsa mortale della deflazione permanente. Solo per fare un esempio del bombardamento cui tutti siamo sottoposti, nel giro di pochi minuti ci è capitato di leggere una raccomandazione d’acquisto sulle borse emergenti da parte di una grande banca inglese (un’occasione così si presenta una volta al decennio) e una di vendita da parte di una grande casa giapponese, convinta che il bear market del settore abbia ancora molta strada da percorrere.

(Nell'immagine: Piet Mondrian. Albero grigio. 1912)
1 2 3 4 »
Altri Top Mind
Commenti
Nessun commento presente.
Per inserire stili HTML nel commento seleziona una parola o una frase e fai click sull'icona corrispondente.