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Sabato 3 Dicembre 2016, ore 20.53
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I matti che parlano da soli

Quando i mercati se la suonano e se la cantano

Alessandro Fugnoli
Alessandro Fugnoli
Strategist ed esperto in economia, fa parte dal 2010 del team Kairos Partners SGR come responsabile de "Il Rosso e il Nero"
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Non è raro che gli umani tendano alla megalomania e all'egocentrismo. La filosofia ufficiale dell'antichità e del medio evo metteva la Terra al centro del cosmo e l'uomo al centro della creazione. Anche il divino tendeva ad essere antropomorfizzato. Chi la pensava diversamente (dal Democrito di cui Platone avrebbe volentieri bruciato i libri al Copernico che dispose di pubblicare postume le sue teorie) poteva rimanere in vita solo se manteneva le sue idee in una cerchia ristretta di scienziati e se non usciva in campo aperto. L'Europa, prima e dopo Cristoforo Colombo, si considerava il centro del mondo e quindi dell'universo. Zhonghua, impero di mezzo, è ancora oggi il nome della Cina, che ufficialmente si definisce Repubblica Popolare dell'Impero di Mezzo.

Non c'è quindi da stupirsi se gli umani che interagiscono sui mercati finanziari sopravvalutano le loro capacità intellettuali e la loro centralità. Se si esclude la finanza comportamentale, che è umile perché è l'unica che parte dall'analisi empirica non di quello che si pensa o di quello che si dice, bensì di quello che si fa davvero, le teorie dominanti a livello accademico o nella falsa coscienza degli operatori attribuiscono al mercato superpoteri da eroe della Marvel Comics.

Nella versione più grandiosa i mercati ritengono di essere dotati dell'ultravista di Superman e di potere vedere il futuro prima che questo accada. Scendendo di un livello troviamo invece la pretesa che i mercati possano leggere perfettamente il presente e agiscano come un sismografo onnisciente di tutto ciò che esiste. È la corrispondenza aristotelica di pensiero ed essere che attraversa i secoli e si ripresenta ad esempio, in forma leggermente attenuata, nella teoria del rispecchiamento del materialismo dialettico di Engels (il pensiero rispecchia l'essere, ma in modo incompleto) e che ritorna invece al suo pieno fulgore nella teoria del mercato efficiente, discounting machine perfetta che riflette in tempo reale il flusso di notizie e adegua immediatamente il prezzo di tutte le cose, visibili e invisibili.

(Nell'immagine: Johannes Moreelse, Democrito, 1630)
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