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Giovedì 8 Dicembre 2016, ore 01.14
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Petrolio, oro, dollaro, euro, materie prime: i giochi tossici della finanza

Gli andamenti dei mercati finanziari sembrano sfuggire a qualsiasi razionalità

Fabrizio Pezzani
Fabrizio Pezzani
Professore ordinario di Economia Aziendale presso l'Università L. Bocconi. E' autore di libri e pubblicazioni sui temi di governance e controllo delle amministrazioni pubbliche e private e delle relazioni tra economia, etica e società.
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Gli andamenti dei mercati finanziari sembrano sfuggire a qualsiasi razionalità come invece dovrebbe essere secondo l'approccio razionale agli stessi che è stato rivestito di verità sacrale dall'Accademia e dai media. In questo modo i mercati finanziari, assumendo la qualifica di razionali, sono stati fatti diventare qualcosa di asettico ed indipendente dall'uomo, entità che vivono di una loro vita propria indipendente dalle scelte dell'uomo che comunque è ben presente nei processi decisionali che orientano i mercati. I media ormai usano fare riferimento nelle loro cronache a come reagiranno, o come si comporteranno i mercati finanziari… affidando ad essi un'apparente entità magica un ruolo di “essere“ superiore in una sorta di magia, come se si trovassero con Alice nel paese delle meraviglie. I mercati non sono entità astratte e magiche, ma sono gli uomini che operano dentro i mercati che fanno i mercati spingendoli verso gli obiettivi che si vogliono perseguire.

La finanza si è staccata dal mondo reale misurabile quando nel 1971 di colpo Nixon, su indicazione di Volcker, staccò il valore del dollaro dal controvalore reale dell'oro; in sé la moneta non ha valore se non ha un controvalore reale, rimane sterile come l'avrebbe definita Tommaso D'Aquino. Da quel momento il mondo dell'economia è cambiato lasciando lo spazio alla finanza e il principio di economicità a lungo tempo è stato sottomesso al principio di liquidità in una logica di breve tempo alterando tutti gli schemi su cui era stato costruito lo sviluppo del dopoguerra. Quella decisione fu lo spartiacque definitivo tra l'economia come era stata intesa dai grandi socio-economisti per diventare un gioco matematico in cui ogni bene reale, compreso l'uomo diventano, innaturalmente, algoritmi misurabili.

Da quel momento le crisi finanziarie hanno cominciato l'opera di devastazione sociale allungandosi sempre più nel tempo e diventando sempre più profonde come si vede nel grafico:

Financial cycles and crises are becoming longer and deeper
Siamo di fronte ad un nuovo ciclo espansivo sempre più ampio e profondo o ad una super bolla speculativa?

Come sempre lo sapremo dopo. La finanza diventa progressivamente un potere sempre più alto, un'energia che persegue i suoi scopi e diventa il vero scontro per la realizzazione di un dominio geopolitico; l'esercizio di questo potere nei mercati è funzionale ad indebolire i debiti sovrani tramite la manipolazione del valore degli scambi, l'uso di indicatori – spread, rating... – privi di scientificità e strumenti tossici – derivati, sub-prime, etc. – volutamente mai regolamentati. Le guerre moderne si fanno con la finanza; ma può essere un potere così grande senza responsabilità? Da allora si è andato definendo un mondo infinito di speculazioni e scommesse che ogni giorno mandano in fibrillazione le borse con andamenti erratici. Il valore azionario di un'impresa o di una banca può variare da un giorno all'altro da un -25% ad un +30% – si veda MPS – senza una logica che consenta di capire che cosa è successo al valore reale del sottostante in una sorta di gioco impazzito.
Allo stesso modo assistiamo ad andamenti incomprensibili, apparentemente, del prezzo del petrolio – oggi ai minimi -, del prezzo dell'oro – oggi anche quello ai minimi –, delle materie prime – anche queste ai minimi – rispetto a quello di un super-dollaro rispetto all'euro che non sembrerebbe giustificato da un economia perennemente in affanno.
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