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Venerdì 9 Dicembre 2016, ore 12.38
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Come volevasi dimostrare

La finanza fuori controllo e totalmente deregolamentata diventa un'arma devastante

Fabrizio Pezzani
Fabrizio Pezzani
Professore ordinario di Economia Aziendale presso l'Università L. Bocconi. E' autore di libri e pubblicazioni sui temi di governance e controllo delle amministrazioni pubbliche e private e delle relazioni tra economia, etica e società.
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Nei giorni scorsi, 29 gennaio, era stata pubblicata una riflessione sul grado di erraticità dei mercati che appaiono ben lontani da quel "miraggio della razionalità" che si voleva rappresentassero. Gli "analisti finanziari" prevedevano il persistente calo del prezzo del petrolio, fino a 20$ al barile, lo stallo del prezzo dell'oro, intorno ai 1000$ all'oncia, ed infine la solidità di una moneta come il dollaro alla parità sull'euro. Contrariamente alle loro previsioni si ipotizzava, in chiusura del pezzo, esattamente il contrario cioè l'aumento del prezzo del petrolio - oggi stabilmente sopra i 35$ al barile -, dell'oro – oggi sopra il 1155$ all'oncia – ed infine la svalutazione lenta del dollaro che rispetto all'euro è passato da 0,080 a 1,203. Veniva rilevata infine la debolezza di valori troppo legati alla speculazione in una logica di breve tempo con un rapido cambiamento del trend. I fatti ad oggi confermano quelle apparenti provocatorie previsioni con la formula del "Come volevasi dimostrare".

I fatti, come si disvelano da tempo, mostrano una crescente velocità nelle dinamiche dei mercati che sembra accelerarsi sempre più rapidamente in modo anche asimmetrico alla realtà e di conseguenza aumenta la loro imprevedibilità. Il secondo aspetto di evidente criticità è la manifesta incapacità dei modelli matematici, degli algoritmi, infinitamente complessi, nella previsione degli andamenti dei mercati finanziari; le spiegazioni sono sempre ex-post a rincorrersi con le previsioni. L'inadeguatezza del solo approccio culturale quantitativo e razionale ai mercati finanziari dimostra l'infondatezza delle ipotesi su cui sono stati costruiti e poi legittimati da premi Nobel più legati agli interessi da supportare che alla scienza vera. I mercati divengono su aspettative e non su conoscenze certe, sembrano prevedere con esattezza gli eventi futuri ma sono le aspettative di questi che servono a manipolare i mercati.
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