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Giovedì 29 Settembre 2016, ore 08.57
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Chi troppo in alto sal...

Quanti sanno cosa sono Oppo e Vivo?

Francesco Caruso
Francesco Caruso
Master in Financial Technical Analysis, vincitore di SIAT Award 2011
Quanti sanno cosa sono Oppo e Vivo? Immagino non tantissimi. Si tratta dei produttori numero 4 e 5 di smartphone del mercato mondiale, dopo Samsung (1°), Apple (2°), Huawei (3°). Oppo e Vivo per ora operano prevalentemente in Oriente.

APPLE però ha qualcosa di diverso dai suoi competitors: è il titolo con la maggiore capitalizzazione del mercato statunitense, quindi la Biggest Cap del mondo.

Come si può direttamente osservare dal Weekly Chart in basso, il titolo è in una fase correttiva di MT all'interno di un uptrend di lungo periodo messo in seria discussione, anche in termini di forza relativa, dal comportamento degli ultimi mesi. Attualmente ci troviamo sotto del 25% dai massimi del 2015 e a ridosso di un livello di supporto fondamentale, individuato in area 95-90. Al di sotto di tale livello non si riscontrano aree di sostegno importanti fino a 75/70.

Weekly chart Apple

Non entriamo nemmeno sulla questione relativa agli utili e alle prospettive: ci eravamo già espressi, in tempi non sospetti, in passato. Qualunque leader, per il semplice fatto di essere tale, è soggetto a pressioni enormi. Riteniamo sia di estrema rilevanza monitorare il titolo in questione dati gli enormi volumi di mercato che è in grado di muovere e la presenza in numerosi portafogli, soprattutto istituzionali: motivo per cui un eventuale ribasso avrebbe un impatto significativo anche sul resto del mercato.

Un solo dato: in termini di spostamento di denaro, Apple e Facebook da sole muovono oltre il 14% dell'intero volume delle 50 blue chips più scambiate del mercato USA. Se aggiungiamo Amazon e Alphabet (la ex Google) arriviamo a quattro titoli che muovono quasi il 25%. Se aggiungiamo ancora Tesla e Netflix, arriviamo a 6 titoli che muovono oltre il 30% del volume delle big cap.

In termini di forza relativa rispetto allo S&P500, Apple non registra nuovi massimi dal 2012: parecchio tempo per un leader. Su base settimanale il Composite Momentum, l'indicatore visualizzato in basso, è in fase Down, mentre nel medio periodo lo stesso indicatore è in fase di recupero da un'estensione ribassista, il che fornisce in teoria un qualche tipo di sostegno. Le bande di Bollinger in più occasioni nel corso degli ultimi anni hanno fornito un'ottima base di supporto: vedremo se il titolo sarà in grado di tenere i livelli segnalati.

Se così non fosse, le ripercussioni sull'intero mercato USA sarebbero consistenti.

Per il momento, gli unici asset volatili nei nostri portafogli restano Oro e High Yield. Il resto o è da non prendere più in considerazione in termini di scelta razionale (bonds governativi europei), oppure dimostra da oltre un anno inefficienza: tanta volatilità, mentre di rendimento – trading a parte, che è un'altra storia – proprio poco. Vedremo se e quando le cose cambieranno.

Per buona nota: il finale della frase di Ludovico Ariosto citata nel titolo è: “… scende sovente, precipitevolissimevolmente”. Per quanto parecchio datato, l'avviso di Ariosto vale spesso, soprattutto se oltre ai prezzi lo si applica alla confidenza.

Buon trading a tutti.
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