Teleborsa utilizza cookie, anche di terze parti, e tecnologie simili per gestire, migliorare e personalizzare la tua esperienza di navigazione del sito. Per maggiori informazioni su come utilizzare e gestire i cookie, consulta la nostra Informativa sui cookie. Chiudendo questa notifica o interagendo con questo sito acconsenti al nostro utilizzo dei cookie. X
Lunedì 26 Settembre 2016, ore 16.09
Azioni Milano
A B C D E F G H I J K L M N O P Q R S T U V W X Y Z

Rimetti a noi i loro debiti

Nell'intreccio tra politiche economiche, bubboni di crisi, percezioni reali, percezioni indotte e andamento dei mercati vi sono tali e tante contraddizioni, che è impossibile metterle insieme su un piano razionale

Francesco Caruso
Francesco Caruso
Master in Financial Technical Analysis, vincitore di SIAT Award 2011
1 2 3 4 »
Maurits Cornelis Escher (1898–1972) era un incisore e grafico olandese. Mettendo in dubbio la percezione e ponendo assurdi indovinelli senza risposta e senza senso, Escher si divertì a proporre immagini contraddittorie, immagini che giocano con la realtà e l'irrealtà. Ispirati al paradosso, all'illusione, al doppiosenso i suoi lavori sono inoltre, in gran parte, per varie ragioni, collegati al ciclo, tema ricorrente della sua opera, molto amata dagli scienziati, logici, matematici e fisici che apprezzano il suo uso razionale di poliedri, distorsioni geometriche ed interpretazioni originali di concetti appartenenti alla scienza.

L'impossibile ed il paradosso si fanno punti forza dell'opera di Escher: di fronte a “Relatività” ci troviamo ad osservare scale che salgono e scendono in ogni direzione, in aperta contraddizione con la nostra concezione della realtà.

Anche in “Salendo e scendendo” la struttura composta dall'artista olandese forma un ciclo che si chiude, se pure con qualche via di fuga (che potrebbe però portare di nuovo ad un altro ciclo?), su se stesso. Non c'è modo di non vedere l'immagine come un mondo senza senso se non, forse, rimettendo in discussione il nostro concetto di realtà e rinunciando a riconoscere, secondo le nostre leggi fisiche, in che rapporto le cose stiano tra di loro. Le immagini di Escher sono basate sullo stesso principio: esse hanno come solido punto di riferimento forme realistiche ben riconoscibili che poi sono messe insieme nei modi più strani. Quando l'osservatore percepisce il paradosso è ormai troppo tardi: non può più rivalutare gli oggetti che ormai ha identificato e dati per certi e rimane allibito di fronte ad un'immagine inconciliabile con il suo concetto di realtà.
1 2 3 4 »
Altri Top Mind
Commenti
Nessun commento presente.
Per inserire stili HTML nel commento seleziona una parola o una frase e fai click sull'icona corrispondente.