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Venerdì 9 Dicembre 2016, ore 14.33
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Brexit: tanto rumore per nulla

Il titolo dell'opera di Shakespeare rappresenta simbolicamente il senso della crisi del nostro tempo

Fabrizio Pezzani
Fabrizio Pezzani
Professore ordinario di Economia Aziendale presso l'Università L. Bocconi. E' autore di libri e pubblicazioni sui temi di governance e controllo delle amministrazioni pubbliche e private e delle relazioni tra economia, etica e società.
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Il titolo dell'opera di Shakespeare rappresenta simbolicamente il senso della crisi del nostro tempo in cui ogni singolo fatto viene rappresentato come una sorta di svolta epocale, nella generalità dei casi, di tipo drammatico. La gente deve essere spaventata così la società aperta diventa aggredibile da forze rapaci e sempre più simile ad un gregge da affidarsi ai cani lupo – poliziotti – per potere essere più facilmente dominato e dominabile da un gioco della finanza che, priva di ogni fondamento scientifico, finisce per arricchire solo i falsi sacerdoti del suo tempio criminale ma, come dice la Storia, chi semina nel vento raccoglie sempre tempesta.

Una cultura che ha allontanato la nostra società dai diritti fondamentali dell'uomo dichiarati nel 1948 creando una sorta di inferno che sembra divorare ogni speranza di dare una perduta dignità all'uomo, non è diversa dall'essere considerata un crimine contro l'umanità. Quei principi sono spesso stati richiamati quando faceva comodo agli interessi superiori e le dichiarazioni di pace, di corsa al bene comune diventano sempre più una foglia di fico che nasconde la brutalità dell'esercizio di un potere che non ammette responsabilità ma solo diritti.

Eleanor Roosevelt e la dichiarazione dei diritti umani

Brexit o No Brexit

Il Brexit o No Brexit, questo è il problema è da manuale per trasformare un fatto scritto da tempo nel libro della storia in un evento esiziale per tutti, una sorta di fine del mondo ma soprattutto la deificazione dell'ottusità. E' l'eterno dubbio dell'essere o non essere che Amleto chiudeva dicendo: “Così la coscienza ci rende tutti codardi, e così il colore naturale della risolutezza è reso malsano dalla pallida cera del pensiero, e imprese di grande altezza e momento per questa ragione deviano dal loro corso e perdono il nome di azione”.

Già Sir Winston Churchill se lo era posto, ma nel 1947 quando affermava dobbiamo decidere se essere parte dell'Europa o uno stato degli Stati Uniti, era più realista del re ed in un paese monarchico è qualcosa di sorprendente. La Gran Bretagna (UK) non è mai stata veramente parte dell'Europa, nel passato ha sempre cercato di tenerla divisa per mettere tutti contro tutti ma ora rischia solo di mettersi in un “cul de sac“ e di generare al suo interno un processo di balcanizzazione che in parte è già iniziato con il referendum in Scozia, poi con il Galles ed alla fine addio Regno Unito.
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