Teleborsa utilizza cookie, anche di terze parti, e tecnologie simili per gestire, migliorare e personalizzare la tua esperienza di navigazione del sito. Per maggiori informazioni su come utilizzare e gestire i cookie, consulta la nostra Informativa sui cookie. Chiudendo questa notifica o interagendo con questo sito acconsenti al nostro utilizzo dei cookie. X
Venerdì 9 Dicembre 2016, ore 08.43
Azioni Milano
A B C D E F G H I J K L M N O P Q R S T U V W X Y Z

Trump

Un elefante nella cristalleria dei mercati

Alessandro Fugnoli
Alessandro Fugnoli
Strategist ed esperto in economia, fa parte dal 2010 del team Kairos Partners SGR come responsabile de "Il Rosso e il Nero"
1 2 3 4 »
Al liceo si studia la storia antica in parallelo, esaminando cioè una civiltà alla volta. Prima gli egizi, poi i sumeri e via via fino ai greci e ai romani. Dal medioevo in avanti non si studia più in parallelo (i francesi, gli arabi, gli italiani, gli inglesi, i cinesi) ma in sequenza, il Duecento, il Trecento, il Quattrocento e così via. Studiando la storia antica in parallelo si perde il punto di vista complessivo e non ci si accorge dei fenomeni che attraversano contemporaneamente tutte le civiltà.

In particolare, non ci si rende conto di quanto il mondo della tarda età del bronzo (1400-1200 a.C.) fosse integrato e, diremmo oggi, globalizzato e di quanto fitti fossero gli scambi economici e culturali tra micenei, minoici, hittiti, egizi, assiri, cananei ed elamiti di Persia, popoli peraltro ben diversi tra loro etnicamente e culturalmente. E di come tutto questo sia collassato improvvisamente a partire dal 1177 a. C. (Eric Cline, The Year Civilization Collapsed, un libro affascinante) per un insieme di conflitti locali (tra cui la guerra di Troia), rivolte, migrazioni e cambiamenti climatici. Alla fine di questo crollo simultaneo di grandi imperi (rimane in piedi, ombra di se stesso, solo l'Egitto) troviamo un mondo frammentato che ha quasi completamente perduto l'uso della scrittura, non costruisce più grandi palazzi e si ritrova più povero.

Questa fase di sonno dura tre secoli, poi il mondo rifiorisce su una base geografica ancora più estesa. Tra il 700 e il 300 a.C. le culture di Cina, India, Persia e Grecia esprimono contemporaneamente, da zero, l'intera gamma delle posizioni filosofiche, dall'idealismo al materialismo fino allo scetticismo e al nichilismo. Per Karl Jaspers, che nel 1949 definisce questo periodo Età Assiale, ogni cultura arriva a questa elaborazione indipendentemente dalle altre. Oggi però sappiamo ad esempio che il greco Pirrone importa in Grecia lo scetticismo dopo avere esplorato la valle dell'Indo al seguito di Alessandro Magno e dopo essere entrato in contatto col buddhismo, in quel tempo religione e filosofia dell'India.

(Nell'immagine: Il collasso della prima globalizzazione)
1 2 3 4 »
Altri Top Mind
Commenti
Nessun commento presente.
Per inserire stili HTML nel commento seleziona una parola o una frase e fai click sull'icona corrispondente.