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Lunedì 5 Dicembre 2016, ore 09.37
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Il Nobel alla finanza mitologica e l’uovo di Colombo

Ma l'anima di questo modello culturale è in grado di ispirare sentimenti come la bontà, l'altruismo, la solidarietà, il rispetto dell'umano, insomma quella spinta ideale voluta da Alfred Nobel?

Fabrizio Pezzani
Fabrizio Pezzani
Professore ordinario di Economia Aziendale presso l'Università L. Bocconi. E' autore di libri e pubblicazioni sui temi di governance e controllo delle amministrazioni pubbliche e private e delle relazioni tra economia, etica e società.
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Ancora una volta l'Accademia delle Scienze ha attribuito il Nobel all'economia-finanza, diventata una scienza mitologica e molto “interessata”, a studiosi USA – Hart e Holmstrom - di netto taglio quantitativo ed orientati alla finanza, tanto l'economia non la studia più nessuno. I due studiosi si occupano di esprimere indicatori della misurazione dei bonus ai managers rispetto al giusto valore delle aziende da essi governate.

Gli studi si occupano dei contratti negoziati, dei bonus e delle remunerazioni, ma non si preoccupano minimamente di capire il ruolo motivazionale dei soggetti remunerati, né le loro finalità se siano di breve o di lungo tempo, se siano mirate a creare valore per gli azionisti e povertà per i lavoratori oppure possano anche avere un antico fine che si definiva come bene comune.

La distorsiva attribuzione del premio ad un modello socioculturale con la finanza sacrale ha finito per generare una società totalmente asimmetrica alla dichiarazione universale dei diritti dell'uomo in cui non un solo preambolo valoriale allora evidenziato è rispettato nella società e ci sta portando sull'orlo dell'abisso.

Bengt HolmstromL'Accademia fu fondata da Alfred Nobel che, morto in solitudine il 10 dicembre 1896 e dilaniato dal timore che la sua scoperta della dinamite avrebbe potuto essere uno strumento di morte e non di benessere per la società, lasciò il suo patrimonio in donazione per una società ideale dell'uomo. Una società che fosse in grado di realizzare i valori universali dei diritti umani: la libertà, l'uguaglianza, la solidarietà. I valori espressi erano un invito alla politica ed alle scienze a dare sostanza e valore alla dignità dell'uomo. Nel suo testamento olografo precisava che, con il ricavato del suo patrimonio, ogni anno si dovesse riconoscere un premio agli studiosi che nei loro campi avessero contribuito maggiormente a creare le condizioni “del benessere“ della società.

Accanto e dopo le scienze positive – chimica, fisica, medicina – veniva attribuito il premio per la letteratura a coloro che avevano prodotto “il lavoro di tendenza idealistica più notevole“; infine il premio a cui forse teneva di più, quello per la pace assegnato “alla persona che più si sia prodigata o abbia realizzato il migliore lavoro ai fini della fraternità tra le nazioni per l'abolizione o la riduzione di eserciti permanenti“.

Le volontà di Alfred Nobel sono chiarissime, scolpite sulla pietra senza possibilità di false interpretazioni, funzionali a dare un equilibrio al senso della vita sospesa tra il mondo dello spirito e quello dell'esperienza. Nel tempo però queste indicazioni sembra si siano progressivamente offuscate a favore di criteri su certi premi non sempre coincidenti con i desiderata di Nobel.

Oliver HartNel 1969 viene istituito il premio per l'Economia, non previsto da Nobel ed infatti viene finanziato dalla Banca di Svezia, tra molte controversie espresse proprio dagli studiosi di quella materia, lo stesso Von Hayek sarebbe stato indeciso fino all'ultimo se accettare o meno nel 1974 il premio. In effetti A. Nobel aveva previsto premi per scienze misurabili e premi improntati alla spiritualità dei sentimenti – letteratura e pace - ma l'Economia, nuova arrivata, si collocava in un campo intermedio. In quanto scienza sociale e morale non poteva essere trattata come scienza positiva ma, dovendo contribuire alla realizzazione di bisogni pratici, non poteva essere studiata senza elementi di misurazione della convenienza delle scelte in presenza di risorse scarse.

Il premio, come aveva ammonito Von Hayek, avrebbe contribuito, però, a modificare il ”dna” dell'economia trapiantandola nel mondo delle scienze esatte; il passaggio ha trasformato una scienza strumentale in scienza finalistica in grado di definire un concetto di “benessere“ della società in modo completamente diverso ed asimmetrico da quello che pensava Alfred Nobel. Il contesto culturale creatosi ha contribuito a modificare i valori dominanti nelle società ed accelerare un processo di progressiva decadenza culturale.

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