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Sabato 3 Dicembre 2016, ore 22.54
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Forecasting the future

I mercati sono macchine per deludere le aspettative banali, ma mai nei modi e nei tempi ipotizzati

Francesco Caruso
Francesco Caruso
Master in Financial Technical Analysis, vincitore di SIAT Award 2011
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I mercati sono macchine per deludere le aspettative banali, anche se spesso fanno quello che dovrebbero, ma mai nei modi e nei tempi ipotizzati. L'economia dei mercati si costruisce sull'irriducibile incertezza. E' un'incertezza in cui la nostra conoscenza del futuro è irrilevante e in cui le aspettative sono frequentemente soggette alla delusione. Come si è visto di recente in vari campi, i modelli di previsione, che suppongono che le probabilità siano calcolabili, sono fondamentalmente ingannevoli.

Che cosa è stato a rendere impenetrabili al calcolo probabilistico grandi parti del futuro? Molto semplicemente, la natura umana e le principali caratteristiche "umane", cioè le motivazioni e le intenzioni. Sono queste le caratteristiche che spezzano il nesso tra l'economia e la fisica, e che rendono l'economia una scienza "morale", non "naturale". Il futuro non può essere previsto, perché il futuro è imprevedibilmente variabile. Ed è imprevedibilmente variabile perché è come noi scegliamo di renderlo.

La tecnica principale che adottiamo per far fronte ad un futuro incerto è quella di attribuire dei numeri ai rischi – quindi di supporre che il tutto sia calcolabile. Questo è ciò che fanno i modelli di previsione matematica, trasformando le scommesse soggettive in probabilità oggettive. Fare questo ci dà la sicurezza di cui abbiamo bisogno per investire. Ma è una falsa sicurezza. Noi utilizziamo la matematica per inventare un mondo di probabilità calcolabili, che poi sottoponiamo alla prova del mondo reale.

La tecnica per trasformare l'incertezza in rischio calcolabile si basa sulla convenzione che la situazione attuale continuerà a tempo indeterminato, tranne che nella misura in cui ci sia uno specifico motivo per prevedere un cambiamento nel prossimo futuro. Questa convenzione viene facilitata dall'abitudine di vedere il lungo periodo come una successione di periodi molto brevi, generando l'illusione che in ogni momento l'investitore sia dotato di tutte le informazioni disponibili riguardo al futuro corso dei prezzi. In questo modo, l'investitore può legittimamente incoraggiare se stesso grazie all'idea che l'unico rischio che egli corre sia quello di un vero cambiamento della situazione nel prossimo futuro, il quale è improbabile che sia molto grande. La storia ci insegna che questi errori di valutazione sono tanto frequenti quanto letali, in quanto infettano la mente a livello di singolo individuo e di collettività, fino al punto da provocare effetti di negazione della realtà o ancora peggio di illusione collettiva.

Politics is nothing more than the foam on the waves of the supercycles. Politicians believe themselves to be the drivers of history – but they are driven by it and try to regulate something that regulates itself. As individuals, some may have achieved an understanding of what is happening, but in mass societies they lack the power and the ability to thwart the statistical laws of history.” (Flynn, 2001)
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