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Sabato 29 Aprile 2017, ore 21.32
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Born to buy - Il destino del Consumatore Occidentale

Cosa è utile guardare tra la marea di dati di cui viene inondato l'investitore?

Francesco Caruso
Francesco Caruso
Master in Financial Technical Analysis, vincitore di SIAT Award 2011
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Molto spesso l'investitore si chiede cosa funziona davvero sui mercati, cosa è utile guardare tra la marea di dati di cui viene inondato e cosa invece è una perdita di tempo. Provo a dare la mia personale risposta.

Dopo aver letto, studiato, guardato e testato tutto ciò che viene prodotto e reso noto riguardo ai dati economici e alla loro relazione con i mercati – in particolare con quelli azionari – mi limito a guardare pochissime cose.

Guardo il trend degli indici primari in quanto espressione e sintesi del comportamento dei vari titoli ma soprattutto come straordinario leading indicator della Salute dell'economia. Guardo i tassi di interesse, anche se molto probabilmente in modo diverso da come lo fanno in tanti: nella mia logica e nella modalità di costruzione dei miei modelli economici e del barometro i tassi in salita sono un fattore positivo e indicano che la pressione del recupero economico è tale da essere riconosciuta dal mercato – rispettivamente dalle banche centrali – come degna di attenzione.

Nel mio barometro, una condizione necessaria per arrivare a una situazione di surriscaldamento, che storicamente precede sempre un top sia dell'economia che della borsa, è quella di avere i tassi di interesse a sei mesi e a 10 anni in rialzo. Per questo motivo, ad esempio, da molti anni l'Europa non riesce ad arrivare in zona di surriscaldamento per via della politica dei tassi a breve. Gli Stati Uniti invece ci sono già arrivati e ci sono ancora in questo momento. Di solito le fasi di surriscaldamento precedono di almeno 6-12 mesi i top delle borse e dell'economia.

Correlazione tra barometro economico e S&P500

Un altro elemento che osservo e di cui prendo regolarmente nota è l'andamento dell'occupazione, anche se la storia insegna che rispetto all'andamento dell'economia e dei mercati azionari questo elemento è ritardatario (lagging). Uno dei grandissimi limiti di molti modelli econometrici che cercano di lavorare sulla asset allocation reale è che funzionano come un guidatore che guida guardando fisso nello specchietto retrovisore (cioè ai dati del passato): va tutto bene fino a che la strada è diritta e il trend dei dati è lineare, ma appena c'è una curva ci sono grossi problemi.

Alcuni dati come quello sull'occupazione hanno delle tendenze stabili per anni, e molto spesso i ribaltamenti di tendenza vengono percepiti con ritardo mentre la borsa tende inevitabilmente ad anticiparli. Non è un caso che tutta una nuova scuola e una nuova linea di pensiero tendano, ormai da tempo, ad analizzare i dati economici con logiche che appartengono molto più all'analisi tecnica, quantitativa e di momentum che non a logiche tradizionali.
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