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Martedì 22 Agosto 2017, ore 09.36
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Gradatim, ferociter

Sette anni per passare da espansivi a neutrali

Alessandro Fugnoli
Alessandro Fugnoli
Strategist ed esperto in economia, fa parte dal 2010 del team Kairos Partners SGR come responsabile de "Il Rosso e il Nero"
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L'Africa si avvicina all'Europa di due centimetri l'anno. Poca cosa, si dirà. Stare sulla stazione spaziale e guardare dall'alto questo riavvicinamento sarebbe piuttosto noioso. Questi due centimetri sono però sufficienti già oggi a causare frequenti terremoti lungo la dorsale appenninica e nel corso dei prossimi 250 milioni di anni faranno ruotare l'Italia verso nord est, renderanno gli Appennini paralleli alle Alpi e poi, dopo avere fatto sparire nell'ordine l'Adriatico, il Mediterraneo e la pianura padana, sbricioleranno l'Italia contro le Alpi, che torneranno ad alzarsi su livelli himalayani e faranno da nuovo confine tra Europa e Sahara.

Gradatim, ferociter (gradualmente, implacabilmente) è il motto che Jeff Bezos ha voluto per il suo vero grande sogno, che non è Amazon ma Blue Origin, il progetto che un giorno porterà milioni di esseri umani nello spazio ed estrarrà minerali dagli asteroidi. E Gradatim, ferociter ha fatto scrivere sui cappellini, le tazze da caffè, le magliette e gli stivali da cowboy che promuovono la sua visione.

Nel descrivere il programma di normalizzazione della politica monetaria americana la Yellen ha detto che sarà noioso come osservare la vernice che asciuga. È rarissimo che i banchieri centrali usino metafore e il ricorso della Yellen a una delle due espressioni che la lingua inglese adopera per descrivere un cambiamento lento e inoffensivo (l'altra è guardare crescere l'erba) ci dà l'idea di quanto la Fed voglia rassicurare i mercati e i politici da una parte e di quanto sia preoccupata dagli effetti che può avere una politica non più espansiva su un mondo pieno di debiti dall'altra.

Più della Yellen, a dire il vero, a chiarire il pensiero della Fed è stato Jerome Powell la settimana scorsa in un importante discorso, di quelli da mettere via e consultare periodicamente (il testo è disponibile sulla pagina iniziale della Fed). L'aggiustamento di rotta da espansivi a neutrali, ha ricordato Powell, è iniziato nel 2014, quando il Fomc ha deciso di terminare il Quantitative easing e ha avviato i preparativi per un ciclo di rialzo dei tassi. Questo ciclo è iniziato alla fine del 2015 con il primo rialzo dei Fed Funds, è proseguito con molta lentezza nel 2016 con un altro rialzo, sta accelerando nel 2017 con tre rialzi da una parte e dall'altra con l'avvio in settembre del Quantitative tightening (che la Fed non chiamerà mai così, ma insomma ci siamo capiti). Il Qt inizierà pianissimo, in modo da disturbare il meno possibile, ma si ingrosserà gradualmente nel corso del 2018 fino a raggiungere la rispettabile dimensione di 50 miliardi di dollari al mese. Nel 2018 ci saranno altri tre o quattro rialzi dei tassi, in modo da arrivare al tasso neutrale del 3 per cento (parliamo di tasso a breve) nel 2019.

(Nella foto: Bezos e il suo missile)
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