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Martedì 17 Ottobre 2017, ore 15.17
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La storia del futuro

Estrapolare è umano, ma può anche diventare diabolico

Alessandro Fugnoli
Alessandro Fugnoli
Strategist ed esperto in economia, fa parte dal 2010 del team Kairos Partners SGR come responsabile de "Il Rosso e il Nero"
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Benedetto Croce non è più di moda da un pezzo (oggi lo è molto di più Gentile) ma la sua idea che la storia è sempre storia contemporanea è viva e feconda. La passione iconoclasta con cui in America vengono distrutte le statue di Cristoforo Colombo e imbrattate quelle di Jefferson e perfino di Washington (Jackson era già caduto in disgrazia da mezzo secolo) è l'ennesima dimostrazione che l'hegeliano tribunale della storia giudica sempre sulla base del diritto presente e mai su quella del diritto vigente all'epoca in cui si svolsero i fatti. E in questa trappola cade perfino il politicamente corretto, che nasce relativista e contestualizzatore e finisce oggi con l'essere l'applicatore più zelante del giudizio di valore assoluto sovraimposto a un passato totalmente decontestualizzato.

La tesi di Croce è talmente penetrante da valere non solo per la storia del passato, che viene continuamente riscritta, ma anche per la storia del futuro. La fantascienza, anche quella che tenta di spingersi nel futuro profondo, è sempre, in filigrana, narrazione dei sogni e degli incubi del presente in cui è concepita. La fantascienza degli anni Cinquanta è cupa e paranoica, ma nel decennio successivo la prima serie di Star Trek è libertaria e scanzonata e applica lo spirito della Summer of Love anche agli alieni. La seconda e la terza serie diventano più composte ma conservano l'ottimismo reaganiano e clintoniano dei loro anni. L'ultima, la più noiosa, diventa finalmente politicamente corretta e rispettosissima della diversity di tutte le forme di vita della galassia, ma per le troppe prediche fa crollare l'audience e chiude ingloriosamente.

I poveri signori del Fomc si infliggono ogni tre mesi l'esercizio di raccontare nei dettagli la storia del futuro, anche se i dettagli sono limitati ai tre anni successivi. Non si accontentano, come fanno tutte le altre banche centrali, di prevedere inflazione e crescita, ma si spingono a immaginare il percorso puntuale dei tassi d'interesse nel triennio considerato. Sarebbe già molto, ma, osando l'inosabile, fanno anche di più e indicano il tasso terminale di equilibrio, il tasso che la fine dei tempi lascerà in eredità all'eterno.

(Nella foto: Star Trek Voyager. Il futuro diventa politicamente corretto)
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