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Sabato 1 Ottobre 2016, ore 05.23
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Il punto sulle commodities 11 luglio 2016

Il mercato delle materie prime analizzato dall'Ufficio Studi di Teleborsa

Settimana drammatica per il petrolio, che ha chiuso con un fortissimo calo del 7,31% a 45,41 dollari, risentendo del pessimismo dei mercati e dei ripetuti allarmi di frenata dell’economia mondiale, a causa della Brexit. A pesare sul greggio ha concorso anche il report di Baker Hughes sui pozzi attivi, che hanno registrato un aumento per la quinta settimana sul totale delle ultime sei.

L’ottava è risultata molto negativa anche per il gas naturale, che flette del 6,23% a 2,801 dollari, per ragioni analoghe a quelle del petrolio e per le preoccupazioni causate da un eccesso di offerta: nell'ultima settimana gli stoccaggi sono aumentati di 39 BCF, meno delle attese, ma si attende già un exploit per la settimana successiva.

Il grano ha chiuso la settimana con un moderato aumento dell’1,08% a 420,75 cent per bushel, beneficiando delle favorevoli indicazioni climatiche e del buon andamento della domanda, in attesa del report del Dipartimento dell’Agricoltura in uscita questa settimana.

L’oro continua la sua ascesa, mettendo a segno un progresso dell’1,45% a 1.358,4 dollari l’oncia, ai massimi da 28 mesi, in risposta alla persistente volatilità dei mercati finanziari globali, che ha innescato una corsa ai beni rifugio. A sostenere il prezioso è anche l’attesa di un deterioramento delle condizioni economiche globali, a causa della Brexit, che sembra preannunciare una politica monetaria ancora espansiva delle banche centrali mondiali.

Tonfo del rame dopo tre settimane molto positive: il metallo rosso ha lasciato sul terreno il 4,36% a 2,12 dollari la libbra, rimangiando il vantaggio precedente. Pesano le preoccupazioni legate ad una frenata dell’economia mondiale a causa della Brexit, ma anche il report deludente sul mercato del lavoro USA.
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