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Il punto sulle commodities 2 gennaio 2017

Il mercato delle materie prime analizzato dall'Ufficio Studi di Teleborsa

Il petrolio chiude l'ultima settimana del 2016 in rialzo, registrando un incremento dell'1,32% a 53,72 dollari al barile e concludendo in bellezza l'anno. Il greggio ha registrato infatti la migliore performance dal 2009, sempre sulle attese di riduzione dell'offerta, grazie all'accordo raggiunto fra Paesi OPEC a novembre.

Settimana in rally per il gas naturale, che ha guadagnato l'1,69% a 3,724 dollari per milione di BTU, concludendo un mese di dicembre eccezionale ed un anno a dir poco straordinario con un incremento del 54% delle quotazioni. A sostenere le quotazioni hanno contribuito le basse temperature registrate nel mese di dicembre, che hanno fatto impennare i consumi per il riscaldamento.

Il grano ha chiuso la settimana in rally, riportando un guadagno del 3,68% a 408 cent per bushel e chiudendo un mese di dicembre molto positivo. A dare impulso ai prezzi hanno contribuito la debolezza del dollaro e l'andamento positivo dell'export che hanno accentuato i movimenti dei prezzi in una settimana caratterizzata da bassi volumi.

Il prezzo dell'oro ha recuperato un po' questa settimana, dopo un mese di dicembre difficile. Il metallo prezioso ha guadagnato l'1,75% a 1.151,7 dollari l'oncia, complice la relativa debolezza del dollaro ed i volumi piuttosto bassi del periodo infrafestivo. L'oro infatti, in quest'ultima parte del 2016, aveva risentito del rialzo dei tassi operato dalla Fed e dal forte apprezzamento del dollaro, che si è preso una pausa.

Ottava caratterizzata da una performance moderatamente positiva per il rame, che è salito dell'1,01% a 2,50 dollari, grazie all'indebolimento del dollaro ed agli scambi piuttosto bassi di questo periodo. A favorire il metallo sono ancora le speranze sulle prossime mosse del Presidente Trump in politica economica.

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