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Lunedì 20 Febbraio 2017, ore 02.55
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Il punto sulle commodities 13 febbraio 2017

Il mercato delle materie prime analizzato dall'Ufficio Studi di Teleborsa

Settimana sostanzialmente stabile per il petrolio, che si è mosso fra alti e bassi, chiudendo a 53,86 dollari al barile con un poco significativo +0,06%. IL mercato è in attesa di capire come evolveranno le relazioni USA-Iran e se vi saranno nuove sanzioni, mentre sul fronte produttivo vi sono segnali di una effettiva riduzione della produzione OPEC in base al taglio programmato. Una notizia positiva che viene però cancellata dal parallelo aumento della produzione USA.

Altra ottava negativa per il gas naturale, che cede lo 0,95% a 3,034 dollari per milione di BTU ai minimi dal mese di novembre. A pesare sul gas concorre il progressivo aumento delle temperature sopra la media, che ridurrà anticipatamente i consumi di gas per il riscaldamento. Gli stoccaggi di gas in USA restano superiori del 2% alla media degli ultimi 5 anni confermando un eccesso di offerta.

Quotazioni in forte rialzo per il grano, che mette a segno un progresso del 4,36% a 449 cent per bushel, chiudendo in rally anche questa settimana. A galvanizzare il frumento ha contribuito il rapporto mensile del Dipartimento dell’Agricoltura statunitense, che ha ridotto più delle attese le stime sul carryover (gli stock finali di fine stagione), confermando un miglior bilanciamento del mercato.

Quotazioni in aumento per l’oro, che chiude in vantaggio dell’1,3% a 1.234,4 dollari l’oncia, attestandosi ai massimi da 3 mesi e consolidamento sopra la soglia psicologica dei 1.200 dollari. Il metallo prezioso continua a beneficiare della tendenza dell’inflazione alla crescita, reagendo positivamente come strumento di copertura, ma nello stesso tempo viene ancora condizionato dai movimenti del dollaro, che questa settimana ha guadagnato terreno sulla promessa di un taglio fiscale da parte di Donald Trump.

Settimana in rally per il rame, che ha messo a segno un guadagno del 5,81% a 2,77 dollari la libbra, reagendo alle aspettative di una riduzione produttiva. La big del settore BHP Billiton ha annunciato l’avvio di uno sciopero in Cile presso la miniera Escondida, la più grande a livello mondiale.
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