Prodotti garantiti e caffè
decaffeinato
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di Gianfranco Cassol |
3 luglio 2008 |

Il
caffè decaffeinato è meno profumato, meno gustoso e costa di
più del caffè normale.
Oggettivamente il
caffè normale è migliore e costa di meno, però
c'è chi preferisce il caffè decaffeinato.
L'oggettività è una cosa, la soggettività ("lo preferisco", "credo che...") è tutt'altra
cosa.
Sembra una constatazione semplice ed è vero.
Ma ci si chiede: perché rimane una distinzione poco applicata, soprattutto nel campo
finanziario?
Eppure le conseguenze sono rilevanti, creano insoddisfazioni e vanno a comporre
una lunga, e talvolta sconfortante, lista di reazioni negative da parte dei risparmiatori.
In buona sostanza il criterio di valutazione della
razionalità della scelta
non può essere solo logico, ma anche sostanziale: devono esistere relazioni valide
fra le scelte e le conseguenze in termini edonici (felicità, piacere, benessere,
ricompensa) delle scelte.
L'utilità decisionale (antecedente) è diversa dall'utilità sperimentata (posticipata).
Ciò vale particolarmente nel campo dei
prodotti finanziari asimmetrici
che incorporano previsioni tali da fare comprendere compiutamente il prodotto, non
al momento dell'investimento, ma successivamente nel corso del suo utilizzo (come
estrema semplificazione, il matrimonio è un prodotto asimmetrico).