La finanza asimmetrica e la parabola
del fico
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di Gianfranco Cassol |
8 settembre 2008 |

La
ripetibilità e
regolarità degli
eventi che ci circondano, nella quotidianità, ci portano a valutare come
fatto positivo una distribuzione regolare dei risultati di un investimento e ad
avere avversione alla loro concentrazione in certi periodi di tempo a scapito di
altri.
La
parabola del Vangelo del fico la dice lunga in proposito.
"Il padrone ordinò di tagliare il fico che da tre anni non dava frutti, ma il contadino
consigliò di aspettare e di zappare la terra attorno alla pianta e metterci del
concime".
Quando la storica abitudinaria ripetibilità si interrompe, eccoci pronti ad azioni
drastiche, a "liquidazioni" inopportune. Così l'assenza, per un certo periodo di
tempo, di risultati è considerata un aspetto negativo dell'investimento.
Ma l'irregolarità, di per se stessa, non significa né assenza di risultati,
né rischio aggiuntivo.