(Teleborsa) - Il rallentamento dell'economia causato dalla crisi in Eurozona spinge la Banca Centrale svedese ad abbassare i tassi di interesse dello 0,25%, portandoli così all'1,25%, come ampiamente stimato dagli analisti.

La Riksbank ha spiegato che durante l'estate la corona si è apprezzata più delle attese e la produzione è risultata inaspettatamente elevata. Tuttavia, l'inflazione sarà inferiore a quanto prospettato a luglio.

L'Istituto di Stoccolma ha fatto sapere che il repo rate stazionerà su questi livelli fino a metà del 2013 per supportare l'attività economica, che è stata robusta nella prima parte dell'anno, e contribuire a far crescere i prezzi al consumo vicino al target del 2%.

Molto pessimista la visione per quanto riguarda l'Eurozona i cui sviluppi economici, spiega la Banca Centrale, restano deboli e servirà del tempo per risolvere i problemi strutturali. Per questo l'attuale fase recessiva si protrarrà.

Nello stesso tempo, sta proseguendo il processo di ripresa degli Stati Uniti, mentre l'intera economia globale sta migliorando ad un ritmo positivo. "L'outlook internazionale resta sostanzialmente immutato", ha sentenziato.

Quanto alla situazione domestica, la Riksbank fa sapere che il PIL svedese si è rivelato inaspettatamente robusto quest'anno grazie all'incremento dell'export dei servizi. Tuttavia, la debole domanda dall'Eurozona causerà un peggioramento sia dell'esportazione che della crescita in generale nei mesi a venire. Anche il mercato del lavoro subirà gli effetti della crisi europea, migliorando solo di pari passo con la ripresa dell'attività.

In generale, comunque, le prospettive dell'economia della Svezia restano sostanzialmente simili a quelle annunciate a luglio.