(Teleborsa) - Uscire dalla crisi del debito, pur in un contesto economico globale poco favorevole, si può. Lo sta dimostrando l'Irlanda, secondo stato dell'Eurozona a chiedere aiuti internazionali e fino a poco tempo fa sull'orlo del collasso finanziario.
L'ex Tigre celtica sta attuando con impegno il programma di risanamento, imposto da Unione Europea, Banca Centrale Europea e Fondo Monetario Internazionale come condizione per ricevere il bailout, e i risultati, secondo i creditori, cominciano ad essere visibili.
L'ultimo placet della Troika (UE, FMI e BCE) è giunto oggi nello statement congiunto emesso al termine della decima missione dei creditori a Dublino.
"Il programma di risanamento dell'Irlanda procede sul binario giusto, la ripresa graduale sta continuando e si notano ulteriori miglioramenti delle condizioni di accesso al mercato sia per quanto riguarda il debito sovrano che per quanto riguarda le banche", si legge nel comunicato.
In particolare, la Troika stima un PIL all'1% nel 2013 e oltre il 2% nel 2014. Una view, questa, decisamente migliore di quella dell'intera Eurozona e di molti altri partner.
Anche l'accesso al mercato dei capitali sta confermando il ritorno di fiducia degli investitori. Il rendimento degli ultimi bond decennali collocati si è attestato al 3,5%, un livello abbastanza soddisfacente.
Grazie al positivo giudizio dei creditori internazionali, Dublino potrà ricevere una nuova tranche di aiuti da 2,4 miliardi di euro (1 miliardo dal Fondo Monetario, 1 miliardo dal Fondo europeo salva-stati e 400 milioni da prestiti bilaterali dai Paesi dell'Unione Europea).