(Teleborsa) - Il partito conservatore guidato dal primo ministro, David Cameron, presenterà oggi una bozza di proposta di legge che apre la strada ad un referendum per l'uscita dall'UE, che si terrà nel 2017.
"Esamineremo tutte le opportunità per presentare il testo in parlamento" compresa quella di una legge di iniziativa parlamentare, ha spiegato Cameron.
Il successo del progetto di referendum non è tuttavia scontato poiché i conservatori fanno parte di una coalizione di governo con i liberaldemocratici contrari a uscire dall'Unione europea.
Aumentano intanto le pressioni dei britannici anti-UE sul premier Cameron, dopo che il ministro Tory dell'Istruzione, Michael Gove, ha ammesso che se il referendum sull'Europa si tenesse oggi lui voterebbe per l'uscita di Londra dall'Unione europea. Gove, allo stesso tempo, ha dichiarato di sostenere il piano del premier che vuole rinegoziare il rapporto del Regno Unito con Bruxelles e subito dopo porre l'interrogativo alla popolazione britannica "dentro o fuori" sull'Europa.
Le osservazioni di Gove sono giunte pochi giorni dopo quelle di Lawson secondo cui gli interessi della Gran Bretagna sarebbero meglio serviti al di fuori dell'UE.
Ma il premier, durante il viaggio a Washington per un colloquio con il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, si è detto "fiducioso del successo" nel suo tentativo di rinegoziare il rapporto della nazione con le istituzioni europee.
Cameron, davanti alle pressioni dei suoi concittadini e qualche ministro ha dichiarato che lo "status quo" nell'UE oggi è "inaccettabile" e va cambiato. Il primo ministro ha spiegato inoltre che lasciare l'UE prima ancora di avviare negoziati con Bruxelles sarebbe come "gettare la spugna".