(Teleborsa) - Potrebbe allargarsi lo scandalo sulla manipolazione dei prezzi del petrolio, che ha già coinvolto diverse compagnie europee. Questa volta, gli inquirenti hanno interpellato l'unica compagnia di raffinazione presente in Finlandia, la Neste Oil, cui le autorità hanno chiesto un'informativa riguardo l'ipotesi di manipolazione dei prezzi. La società ha smentito di essere uno degli indagati ed ha precisato di esser stata contattata solo per un'informativa.
L'inchiesta è partita l'anno scorso, quando il produttore ungherese di biocarburanti Pannonia Ethanol, ha presentato una denuncia alla Commissione europea, in seguito al rifiuto della società Platts, che si occupa di fissare i prezzi di mercato, di contribuite alla formazione degli stessi.
Platts, società del gruppo McGraw Hill Financial, è fra i principali indagati nell'inchiesta per manipolazione, ma sono state coinvolte anche grosse società petrolifere europee come Shell, BP e Statoil. Quest'ultima, dopo esser finita nell'inchiesta, ha dichiarato che avrà "tolleranza zero" nei confronti delle violazioni delle norme.
L'inchiesta, che si estende anche ad altri prodotti derivati del petrolio ed ai biocarburanti, ha evidenziato per ora la presenza di alcune nicchie del mercato energetico caratterizzate da una insufficiente trasparenza. La richiesta di informazioni a Neste Oil, però, fa presumere che possano esservi altre società coinvolte nella vicenda.