(Teleborsa) - Resta sotto i riflettori Camfin, che da un paio di giorni è tornata alla ribalta, per effetto delle indiscrezioni sull'ipotesi di accorciamento della catena di controllo. A rilanciare questo tema caldo era stato un articolo de La repubblica, che parlava della firma di un accordo fra le due banche (Unicredit e Intesa) ed il fondo Clessidra di Claudio Sposito per dotare il veicolo finanziario mediante il quale sarà lanciata un'OPA totalitaria su Camfin.
Il progetto prevedrebbe il ritiro della holding dal mercato ed il pagamento degli azionisti di Camfin con azioni Pirelli. Ne risulterebbe un accorciamento della catena che, dalla Marco Tronchetti Provera & C, passa per Gpi e Camfin ed arriva alla compagnia degli pneumatici ed a Prelios (Ex Pirelli Re).
Secondo la stampa, sarebbe in agenda proprio oggi un incontro fra i legali di Tronchetti e dell'altro azionista, la famiglia Malacalza, per arrivare ad una "definizione del contenzioso". Anche ieri sera è arrivata puntuale una precisazione della MTP SpA, su richiesta della Consob, che sta seguendo l'evolversi della situazione con molta attenzione, per garantire la trasparenza.
MTP ha confermato che da mesi sono in corso contatti con investitori di natura industriale e finanziaria, interessati a partecipare al processo di razionalizzazione degli assetti proprietari. Tuttavia, la società ha smentito che siano già stati siglati accordi.
Smentita o no le voci sul mercato continuano a rincorrersi e sono in molti ad attendere un annuncio a breve.
Il titolo Camfin, alla Borsa di Milano, segna oggi un rialzo dell'1%, facendo leggermente meglio del complesso del mercato.