(Teleborsa) - Mentre gli italiani stringevano la cinghia a suon di crisi, IMU e aumenti dell'IVA, loro prosperavano ai danni dello Stato e degli ignari contribuenti.
Si comincia a chiudere il cerchio attorno alla sprecopoli calabrese, l'inchiesta della Procura di Reggio Calabria sui rimborsi illegittimi del Consiglio regionale.
I consiglieri finiti sul registro degli indagati con l'obbligo di comparire davanti ai magistrati sono finora 13. Tra loro, il neo senatore di "Grande Sud" Giovanni Bilardi, tre assessori regionali, un sottosegretario della giunta calabrese e otto tra capigruppo ed ex capigruppo della Regione Calabria.
Equamente distribuiti fra centrodestra e centrosinistra, i fautori delle spese allegre iscrivevano nel bilancio dei gruppi del Consiglio un po' di tutto: dai 70 centesimi dei caffè ai Gratta e Vinci, dalla Tarsu alle multe per eccesso di velocità, passando per viaggi ingiustificati a Chianciano, Montepulciano, Russia e USA, casse di vini di tutti i prezzi, ma anche serate in locali di lap dance e attimi conviviali nei migliori ristoranti con scontrini riportanti fino a 60 coperti.
Per i furbetti le accuse sono, a vario titolo, quelle di peculato, concorso in peculato, falso e truffa. Gli atti contestati vanno dal 2010 al 2012. Neanche a dire che all'epoca si stava tutti meglio…
Gratta e Vinci, multe e lap dance tra i rimborsi folli della Regione Calabria
23 maggio 2013 - 17.12