(Teleborsa) - Equitalia sembra sia diventata ormai il capro espiatorio di questa lunga crisi economica. La società pubblica incaricata della riscossione nazionale dei tributi sta mettendo in ginocchio diverse imprese e famiglie italiane per via di alcune procedure troppo severe. Per questo motivo si sta pensando di rivedere alcune cose.

La commissione Finanze della Camera, guidata da Daniele Capezzone, ha chiesto al governo di adottare con i contribuenti un approccio più morbido. In particolare si chiede "maggiore flessibilità" ma soprattutto che gli strumenti della riscossione evitino di "pregiudicare la sopravvivenza economica del soggetto debitore, salvaguardando in tal modo gli stessi interessi erariali".

Scendendo nel particolare si è pensato a "soluzioni che consentano un rientro più graduale del debito, prevedendo criteri obiettivi e non discrezionali nella valutazione della situazione economico-finanziaria del contribuente". Ciò si tradurrebbe nell'esclusione di ipoteche ed espropriazioni sulla prima casa, se si tratta dell'unico patrimonio del contribuente, e nell'estensione dei tempi di rateizzazione, con la possibilità di uno stop ai pagamenti per massimo sei mesi nel caso di "comprovata e grave difficoltà a causa della crisi economica". Infine stop al principio del pagamento anticipati e sì alla pignorabilità fino a un massimo di un quinto dei beni utilizzati dall'imprenditore nell'esercizio della propria attività.