(Teleborsa) - Oggi, 23 maggio 2013, nel 21° anniversario dalla morte di Giovanni Falcone, Palermo ricorda il giudice "eroe" che è stato ucciso perché credeva nella legalità.

Con Falcone, quel tragico giorno, morirono la moglie, Francesca Morvillo e tre agenti della sua scorta: Vito Schifani, Antonio Montinaro e Rocco Dicillo, "colpevoli" come lui di essere stati servitori dello Stato e di aver combattuto contro la criminalità organizzata. 57 giorni dopo, il 19 luglio 1992, a Palermo, nella strage di via d'Amelio perse la vita, Paolo Borsellino, un altro magistrato che aveva fatto della lotta alla mafia la sua ragione di vita. Con Borsellino, morirono gli agenti della scorta Agostino Catalano, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina.

Tante le manifestazioni organizzate per commemorare le stragi mafiose di Capaci e via D'Amelio.
A Palermo oltre 800 scuole, 20 mila studenti e 13 Paesi europei parteciperanno alla cerimonia istituzionale che si svolgerà come di consueto nell'Aula Bunker del carcere Ucciardone di Palermo ma prima centinaia di studenti siciliani attenderanno al porto l'arrivo delle "navi della legalità", salpate da Civitavecchia e da Napoli con a bordo migliaia di studenti provenienti da scuole di tutta Italia.

Un messaggio forte quello dei giovani che vogliono continuare a credere che la legalità sia la sola strada da percorrere contro la mafia.