(Teleborsa) - I due giorni del vertice del G8 di luci ed ombre ne hanno molte, a partire dalla Siria, tema su cui il meeting ha fatto flop, per arrivare alla lotta contro l'evasione fiscale ed il riciclaggio, punto i forza delle discussioni. Se si dovesse dare na pagella al summit vi sarebbero notevoli discrepanze sulle varie tematiche in gioco.

Un 10 e lode dovrebbe essere attribuito all'accordo sull'evasione fiscale, perché i leader convenuti al G8 in Irlanda hanno letteralmente dichiarato guerra al riciclaggio ed alle ben note società di comodo, da sempre usate come strumento per l'evasione fiscale. Questo è stato l'argomento caldeggiato dalla Gran Bretagna, che ha ospitato l'evento di quest'anno. I leader si sono impegnati a fare dello scambio automatico di informazioni tra le autorità fiscali il nuovo standard globale. "Lavoreremo con l'Osce per sviluppare rapidamente un modello multilaterale che renderà più facile per i governi trovare e punire gli evasori"

La sufficienza va al tema dell'economia e della politica economica, perché i leader del G8 hanno ribadito che le politiche orientate a bilanci sostenibili restano una priorità, anche se bisogna garantire una certa flessibilità di breve periodo e condizioni economiche accomodanti. Un altro punto fermo e la discrezionalità: "il passo del consolidamento di bilancio dovrebbe essere differenziato" caso per caso.

La sufficienza va anche al tema del nucleare in Iran, per il quale i leader convenuti a Lough Erne hanno espresso una "seria preoccupazione", auspicando che il Governo iraniano collabori "pienamente e senza altri ritardi" con le autorità internazionali dell'ONU e dell'Aiea.

Insufficienza piena per i colloqui sulla Siria, che ha riscontato gravi divergenze fra Stati Uniti e Russia. Il comunicato finale nemmeno accenna ad Assad, ma viene tutto rinviato alla conferenza Ginevra 2. Un aspetto positivo però non manca, perché Mosca non è stata messa all'angolo ed ha partecipato pienamente alla discussione, caldeggiando il suo punto di vista. Il padrone di casa, David Cameron, non ha nascosto che vi siano state "divergenze" tra alcuni membri, in particolare Obama e Putin, anche se poi ha sottolineato che "tutti vogliamo la fine del conflitto".

L'Italia esce dal vertice del G8 a testa alta. E' questa la conclusione tratta dal Premier italiano Enrico Letta, che è riuscito ad inserire al centro del meeting anche i temi della crescita e dell'occupazione. "Torno in Italia carico di energia positiva", ha affermato.

"La nostra urgente priorità è promuovere la crescita ed il lavoro, particolarmente per i giovani ed i disoccupati a lungo termine", si legge nel documento finale del G8, nel quale vengono citate tre ricette per la crescita: "Sostegno alla domanda, sicurezza delle finanze pubbliche e riforme".

Quanto all'argomento chiave del mercato del lavoro, Letta ha dichiarato di aver trovato in Obama "una sponda che potrà essere utile in altre occasioni".

Letta ha anche affrontato i temi più caldi del Paese, sottolineando che sull'IVA si continuerà a ragionare collegialmente e ribadendo che "le fibrillazioni" della maggioranza non finiranno domani. Quanto alla posizione del Paese nel contesto europeo ed internazionale, Il Premier ha ricordato che l'Italia "non è un sorvegliato speciale" e che i suoi numeri oggi "sono a posto".