(Teleborsa) - Nessun segnale di ripresa per i mercati europei, sui minimi di giornata a causa dei preoccupanti dati sul settore manifatturiero cinese e, soprattutto, dell'imminente "tapering" negli Stati Uniti.

Nell'atteso meeting del FOMC di ieri, conclusosi con un nulla di fatto in materia di tassi, il numero uno della Federal Reserve, Ben Bernanke, ha confermato che se l'economia americana continuerà a migliorare a questo ritmo entro l'anno la Banca centrale comincerà a ritirare gradualmente ("tapering") gli stimoli. Confermati dunque i timori che a breve i mercati non potranno più contare sull'enorme liquidità iniettata nel sistema dalla Fed.

Nel frattempo il PMI manifatturiero cinese non solo è rimasto in zona contrazione, ma è sceso ai minimi di nove mesi. Segnali confortanti sono invece giunti dal PMI dell'Eurozona. Attenzione, oltreoceano, a sussidi alla disoccupazione, Philly Fed, vendite di case esistenti e leading indicator.

Sul valutario effetto Fed sul cross tra l'euro e il dollaro con la divisa di Eurolandia che paga il ritorno di appeal sul biglietto verde il cui valore, a breve, non verrà più diluito dal quantitative easing. In questo momento la coppia scambia a 1,3202 USD.

Tra i listini del Vecchio Continente a picco Londra, Francoforte e Parigi, tutte con cali superiori al 2%, mentre Zurigo lascia sul parterre l'1,64%.

Pessima Piazza Affari con una discesa dell'1,70% sul FTSE All-Share e dell'1,81% sul FTSE Mib alla vigilia delle scadenze tecniche.

Sul paniere principale, crolla la BPER su voci di un'ispezione di Bankitalia sui crediti in bonis e di un possibile aumento di capitale. Male tutto il comparto bancario, in particolare Ubi. Ancora forti vendite su Saipem, che non riesce a risollevarsi dallo choc provocato dal secondo profit warning da inizio anno.

Solo due titoli in verde: Azimut e Finmeccanica, quest'ultima grazie alle numeroso commesse ottenute in occasione del salone aerospaziale di Le Bourget.

Da segnalare il tonfo di RCS in pieno aumento di capitale, con i diritti che stanno perdendo oltre il 40%.