Sabato 6 Giugno 2020, ore 15.31
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Manette all'Italia!

Debiti con tutti, MES, Recovery Bond, SURE, BEI, per incatenarci all'Unione

Guido Salerno Aletta
Guido Salerno Aletta
Editorialista dell'Agenzia Teleborsa

Dalla paura alla rabbia, il passo è breve.

Quando si perde il lavoro, quando la propria azienda è costretta a chiudere, quando tutte le promesse di finanziamenti di liquidità stentano a realizzarsi, c'è poco da star chiusi in casa ad aspettare di morire di fame.

La crisi in cui stiamo per sprofondare, non solo in Italia, scatenerà una reazione sociale incontenibile.

Questo lo sanno benissimo i governi, che intanto cercano di schermarsi dietro i pareri di medici di ogni specialità: infettivologi, virologi, igienisti, epidemiologi sono sulle prime pagine dei giornali ed intervengono in ogni trasmissione televisiva per ammonire, per incutere terrore.

Il messaggio che deve passare è uno solo: la vostra vita è a rischio. State a casa, non muovetevi, non avvicinatevi a nessuno per nessun motivo. "Nulla sarà come prima, dovremo convivere con il virus": la paura è lo strumento fondamentale per governare la crisi sociale, economica e finanziaria.

Dura poco, però, la paura. Perché la fame è sempre più forte di ogni altro condizionamento.

Gli scenari sono catastrofici, se non si immettono enormi risorse aggiuntive nel sistema fiscale e bancario.

Servirebbe un intervento massiccio della BCE, che invece fa solo passi da bambino, inchiavardata dai divieti posti fin dal Trattato di Maastricht.

Ci potrebbe essere molto più di una rivolta sociale, con le banche prese d'assalto alla sola ipotesi di mettere una patrimoniale.

Lanciare un Grande Prestito Nazionale, viste le incertezze, potrebbe essere un flop dalle conseguenze disastrose: dimostrerebbe la scarsa fiducia dei cittadini nel governo, prima ancora che nel futuro.

Ecco perché anche l'atteggiamento del governo italiano è cambiato improvvisamente, passando dalla euforia comunicativa del "gigantesco volume di fuoco", generato dai 750 miliardi di liquidità forniti dalle banche alle imprese attraverso le garanzie pubbliche, alla mogia riflessione sulle prospettive di accedere al MES per finanziare le spese sanitarie.

"Cerchiamo di capire, poi decideremo!"

C'è poco da capire. Bisogna ammanettare l'Italia all'Europa, al più presto e con qualsiasi possibile strumento di debito nei suoi confronti.

Bisogna fare in modo che non possa reagire politicamente, quando sarà possibile votare, allontanandosene: il Sovranismo fa più paura della crisi.

L'attacco alla Lombardia serve a questo: bisogna mettere in crisi il sistema politico ed amministrativo della Regione più ricca d'Italia, in cui da anni governa la Lega. E non ha importanza il fatto che il suo modello sanitario di partnership tra pubblico e privati sia stato deciso dalle Giunte di cui era Governatore Roberto Formigoni, esponente di Forza Italia ed assai vicino a CL: la Lega è sempre stata lì ad assecondarlo.

Avere cavalcato la crisi per tenersi a galla, per eliminare i dissensi fastidiosi, dentro e fuori dalla maggioranza, enfatizzando la paura, ha portato al blocco dell'economia con conseguenze incalcolabili. Si è fatto poco o nulla, se non obbligare alla carcerizzazione.

Chi ha soffiato sul fuoco della crisi, ora teme l'incendio. E pensa che la soluzione migliore sia quella di chiuderci in gabbia, prigionieri di debiti di qualunque genere verso l'Unione europea, mentre la rabbia divampa.

Debiti con tutti: MES, Recovery Bond, SURE, BEI, per incatenarci all'Unione

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