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Giovedì 16 Settembre 2021, ore 20.51
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Emigrazione selvaggia: Sottosviluppo e Carità pelosa

Un neo-colonialismo buonista si cela dietro lo sfruttamento dei Paesi poveri

Guido Salerno Aletta
Guido Salerno Aletta
Editorialista dell'Agenzia Teleborsa
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Il movimento "panarabista", laico e terzomondista, che si andava formando a partire dagli anni Cinquanta al di fuori dei Blocchi, non faceva comodo a nessuno: era così per l'Egitto di Nasser e per la Persia di Mossadeq, per non parlare dell'Iraq di Saddam Hussein e della Libia di Gheddafi: erano assolutamente incontrollabili. Inutile citare i casi numerosissimi dei leader africani corrotti, sostenuti come fantocci dalle Compagnie occidentali, e degli altri ribelli che sono stati eliminati, nel silenzio generale. Armando una fazione contro l'altra, soffiando sul fuoco dei contrasti tribali, l'Occidente ha mantenuto così il suo controllo sostanziale. Meglio le guerre tra sciiti e sunniti, meglio dividere il mondo arabo con guerre di religione, conflitti insanabili: l'Occidente sa il fatto suo.

Peggio ancora, è stata adottata una sorta di politica dello scambio: "Aid for Trade". A partire dal 2007, sotto l'egida del FMI, gli aiuti finanziari dei Paesi Occidentali ai Paesi poveri sono stati condizionati all'apertura dei loro mercati: si è data loro l'illusione di partecipare alla pari ai benefici del mercato mondiale, ma in realtà li si è obbligati a vendere le materie prime e soprattutto i minerali rari, all'Occidente in cambio dell'acquisto di manufatti e di servizi.



Basta un solo esempio per chiarire cosa succede: il coltan è indispensabile per le batterie, ma viene estratto in Africa con il lavoro quasi schiavile di decine di migliaia di fanciulli in Congo, per essere poi trasformato dalle fabbriche dei Paesi ricchi e dare ai loro cittadini la possibilità di passare alla mobilità elettrica.

Automobili ad alimentazione elettrica, che costano il triplo o il quadruplo di quelle alimentate a benzina o a gasolio, coronano il sogno ecologico della mobilità ad emissioni zero: l'Occidente si vanta ancora una volta di essere dalla parte del giusto, del buono, del civile. Ma all'Africa, che non produce CO2, che cosa ne viene?
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