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Venerdì 15 Febbraio 2019, ore 23.48
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Il Governo USA chiude. Ora si punta a evitare il default

Economia ·
(Teleborsa) - Da oggi formalmente il Governo USA ha rinserrato i forzieri, congelando tutte le spese non strettamente necessarie al suo funzionamento (uffici federali, spese per la difesa, spese per la sanità e così via). Erano diciassette anni che non si verificava una situazione di questo genere, nota come "shutdown", l'ultima durante l'Amministrazione Clinton.

Quanto accaduto rischia di avere impatti pesanti sull'economia, non solo perché si prevede un impatto negativo sul PIL del 4° trimestre che va dallo 0,3% all'1,4% a seconda della durata del blocco che potrebbe essere di due settimane o più. L'ultima volta che accadde nel 1996 il congelamento delle spese durò venti giorni.

Lo "Shutdown" è una ipotesi esplicitamente prevista dalla costituzione americana e prevede il taglio di tutte le spese superflue, vale a dire che sono a rischio ben 700 mila buste paga nel pubblico impiego, ma è incerta anche la pubblicazione di report di natura economica come quello sul mercato del lavoro, che è pubblicato dal Bureau of Labour Statistics ed le richieste settimanali di sussidio, che sono pubblicate dal Dipartimento del Commercio americano.

Netta presa di posizione del Presidente Barack Obama che, alla vigilia dello Shutdown, ha dichiarato che non si rassegnerà alla paralisi dello Stato e che assicurare il funzionamento della macchina pubblica è un preciso dovere dei rappresentanti del Congresso, siano essi Democratici e Repubblicani.

Il fallimento delle trattative sul budget è stato causato dal mancato accordo sui tagli alla spesa, ma soprattutto dalla proposta dell'opposizione repubblicana di rinviare di un anno l'ObamaCare.

IN realtà la questione è anche più grave, perché nasce da due ordini di problemi, uno quello relativo al budget ed al finanziamento delle spese correnti, l'altro relativo all'imminente sforamento del tetto del debito che oggi è pari a 16.700 miliardi di dollari. Quest'ultimo aspetto, anzi, assume oggi una certa urgenza, perché l'inerzia poterebbe gli Stati Uniti automaticamente in default.

E' in questa direzione che si è mosso Obama per sollecitare il variegato popolo di Capitol Hill, facendo appello alla reputazione degli Stati Uniti ed evidenziando i rischi per l'economia globale. Il tetto del debito va aumentato e su questo punto non c'è da discutere.

Fra l'altro, il Segretario al Tesoro Jack Lew, la scorsa settimana, ha annunciato che il 17 ottobre le casse saranno vuote, poiché resteranno solo 30 miliardi, non sufficienti a finanziarie un giorno di più le spese statali.
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