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Martedì 24 Ottobre 2017, ore 11.38
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BCE, la ripresa mostra segni di crescente tenuta

Il Consiglio direttivo del 7 settembre scorso ha valutato che se da un lato l’espansione economica in atto induce a ritenere che l’inflazione evolverà gradualmente su livelli coerenti con il proprio obiettivo di inflazione, dall'altro tale espansione deve ancora tradursi in maniera sufficiente in una dinamica dei prezzi più vigorosa

Economia, Macroeconomia ·
(Teleborsa) - Buone notizie per l'UE. L’espansione economica, che ha accelerato oltre le attese nella prima metà del 2017, continua a essere solida e generalizzata nei diversi paesi e settori. A sostenerlo è la BCE nel suo Bollettino economico mensile, aggiungendo però che la recente volatilità del tasso di cambio rappresenta una fonte di incertezza da tenere sotto osservazione per le possibili implicazioni sulle prospettive a medio termine della stabilità dei prezzi. Le misure dell’inflazione di fondo hanno registrato un lieve aumento negli ultimi mesi, ma nel complesso rimangono su livelli contenuti. Di conseguenza, è ancora necessario un grado molto elevato di accomodamento monetario per consentire l'accumularsi graduale di spinte inflazionistiche e sostenere la dinamica dell'inflazione complessiva nel medio periodo. Il Consiglio direttivo, riunitosi il 7 settembre scorso, ha pertanto mantenuto invariato l'orientamento di politica monetaria e deciderà in autunno riguardo alla calibrazione degli strumenti di politica monetaria nel periodo successivo alla fine dell’anno.

Nel Bollettino si legge che l'espansione economica dell’area dell’euro prosegue e mostra segni di crescente tenuta, grazie soprattutto alla domanda interna sull'incremento dell'occupazione ed alle esportazioni. Nel secondo trimestre dell’anno l’aumento del PIL in termini reali dell’area è stato pari allo 0,6% per cento sul periodo precedente, dallo 0,5 del primo trimestre, ricorda la BCE.
Le proiezioni macroeconomiche per l’area dell’euro formulate dagli esperti della BCE nel settembre 2017 prevedono una crescita del PIL in termini reali del 2,2% per cento nel 2017, dell’1,8% nel 2018 e dell’1,7% nel 2019. Rispetto all'esercizio condotto a giugno 2017 dagli esperti dell'Eurosistema, le prospettive di crescita del PIL sono state riviste al rialzo per il 2017 e restano in seguito pressoché invariate. I rischi per le prospettive di crescita nell'area dell’euro rimangono sostanzialmente bilanciati. Da un lato, l'attuale dinamica positiva del ciclo accresce la probabilità di una ripresa economica più vigorosa rispetto alle attese; dall'altro, permangono rischi al ribasso, riconducibili prevalentemente a fattori di carattere internazionale e all'evoluzione dei mercati valutari.

Secondo la stima preliminare dell'Eurostat, ad agosto 2017 l’inflazione sui dodici mesi misurata sullo IAPC si è collocata all’1,5 per cento, in aumento rispetto all’1,3 per cento per cento di luglio, grazie al rincaro dei beni energetici e, in misura minore, dall'aumento dell’inflazione dei prodotti alimentari trasformati. Sulla base dei prezzi correnti dei contratti future sul petrolio, è probabile che l’inflazione complessiva diminuisca temporaneamente verso il volgere dell’anno, in prevalenza di riflesso agli effetti base dei prezzi dell’energia, per poi risalire nuovamente.

Le proiezioni macroeconomiche di settembre formulate dagli esperti della BCE indicano un tasso annuo di inflazione misurato sullo IAPC dell’1,5 per cento nel 2017, dell’1,2 nel 2018 e dell’1,5 nel 2019. Rispetto all'esercizio dello scorso giugno svolto dagli esperti dell'Eurosistema, le prospettive per l’inflazione complessiva misurata sullo IAPC sono state riviste lievemente al ribasso, principalmente di riflesso al recente apprezzamento del tasso di cambio dell’euro.
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