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Catalogna non si arrende e continua a sfidare Madrid

Il Premier Rajoy studia la strategia da mettere in atto. A Barcellona, sciopero generale proclamato dai sindacati

Economia, Politica
Catalogna non si arrende e continua a sfidare Madrid
(Teleborsa) - Continua il braccio di ferro tra la Catalogna il Governo di Madrid. Dopo il referendum con cui la Catalogna ha votato per l'indipendenza dalla Spagna, il presidente catalano, Carles Puigdemont, e poi il suo vice, Oriol Junqueras, hanno aperto le porte a una dichiarazione unilaterale di indipendenza.

La consultazione popolare è stata accompagnata da scontri, con centinaia di feriti, ma l'esito è stato chiaro: hanno detto sì il 90% di votanti su un quorum partecipativo del 42% degli aventi diritto.

La posizione di Madrid rimane dura : "Credo che il referendum non fosse altro che un mezzo. Un mero mezzo per una dichiarazione unilaterale di indipendenza. Era qualcosa di perfettamente prestabilito e nessuno di noi ha alcun dubbio che l'indipendenza della Catalogna non avrà luogo", ha spiegato il ministro dell'Economia spagnolo Luis de Guindos.

Intanto a Madrid il Premier Rajoy ha convocato i leader dei principali partiti, mentre non si esclude l'applicazione dell'articolo 155 della Costituzione, che porterebbe alla sospensione dell'autonomia di Barcellona.

Ma la protesta in Catalogna non si placa.
Le quattro sigle sindacali spagnole hanno confermato per oggi 3 ottobre, lo sciopero generale indetto giovedì scorso "contro la repressione e per le libertà" in Catalogna. Uno sciopero che trova ancor più ragione d'essere dopo il voto referendario.






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