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Mercoledì 13 Dicembre 2017, ore 16.02
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Il MEF scende in campo sulla TARI: "la parte variabile si calcola una sola volta"

Una circolare pubblicata dal Ministero dell'Economia e delle Finanze chiarisce che è "corretto computare la quota variabile una sola volta in relazione alla superficie totale dell'utenza domestica"

Economia ·
(Teleborsa) -

Il Dipartimento Finanze del Ministero dell'Economia tenta di sbrogliare la matassa della TARI .

Il chiarimento si è reso necessario a seguito del calcolo che alcuni Comuni hanno adottato, in base al quale la parte variabile della tassa è stata moltiplicata per il numero delle pertinenze. In questo modo sono risultati importi decisamente più elevati rispetto a quelli che sarebbero risultati applicando la quota variabile una sola volta.

Il caso era stato sollevato da un' interrogazione parlamentare. L'onorevole L'Abbate (M5S) aveva chiesto se la quota variabile sarebbe dovuta essere calcolata una sola volta e anche nel caso in cui la superficie di riferimento dell'utenza domestica comprendesse quella delle pertinenze dell'abitazione. Era emerso, infatti, che i Comuni talvolta computano la quota variabile sia in relazione all'abitazione che alle pertinenze, determinando, in tal modo, una tassa notevolmente più elevata rispetto a quella che risulterebbe considerando la quota variabile una volta sola rispetto alla superficie totale.


In una circolare, il MEF spiega quindi che, "con riferimento alle pertinenze dell’abitazione, appare corretto computare la quota variabile una sola volta in relazione alla superficie totale dell’utenza domestica. Un diverso modus operandi da parte dei comuni – è scritto nella circolare - non troverebbe alcun supporto normativo, dal momento che condurrebbe a sommare tante volte la quota variabile quante sono le pertinenze, moltiplicando immotivatamente il numero degli occupanti dell'utenza domestica e facendo lievitare conseguentemente l'importo della TARI. Per superficie totale dell'utenza domestica si intende la somma dei metri quadri dell’abitazione e delle relative pertinenze.

Qualora il contribuente riscontri un errato computo della parte variabile della tassa sui rifiuti effettuato dal Comune o dal soggetto gestore del servizio può chiedere il rimborso del relativo importo in ordine alle annualità a partire dal 2014, anno in cui la TARI è entrata in vigore". Il Ministero dell'Economia dà così il via alle procedure per chiedere i rimborsi.












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