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Sabato 20 Gennaio 2018, ore 17.50
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I Report di Teleborsa: prezzi e minori svalutazioni salvano i bilanci delle energy company

Finanza ·
(Teleborsa) - Prosegue la fase di transizione delle compagnie energetiche e delle utilities verso un modello low carbon, come richiesto dai più ambiziosi target dell'UE al 2030 e dall'accordo di Parigi sul Clima.

Fattori che nell'ultimo quinquennio hanno condizionato i bilanci delle compagnie energetiche europee, riflettendosi negativamente sulla generazione di utili, anche per effetto delle svalutazioni, più ingenti per le società “carbon intensive” (petrolifere), e spingendo verso un processo di rimodulazione degli investimenti verso le fonti rinnovabili ed il gas (ricomposizione energy mix). A ciò si è aggiunta la pressione al ribasso sui prezzi dell'energia causata dal calo della domanda.

Il 2017 potrebbe essere considerato però un anno di svolta. La situazione italiana è speculare a quella europea, quest'anno le energy firm tricolore sono state colpite da minori svalutazioni di asset che hanno favorito una maggiore generazione di profitti. Inoltre, le società energetiche hanno beneficiato di un progressivo recupero dei prezzi (elettricità, gas e petrolio) innescato dalla ripresa della domanda, complici più favorevoli fattori climatici (gelo dei primi mesi dell'anno ed afa estiva). Vi sono anche altri eventi che hanno condizionato l'offerta e, quindi, i prezzi: il fermo delle centrali nucleari francesi nei primi mesi dell'anno, la siccità estiva che ha impattato sulla produzione idroelettrica, i tagli implementati dall'OPEC che hanno fatto risalire i prezzi del greggio dai minimi storici. Il tutto è risultato in una crescita della redditività operativa.

Il report considera le prime 10 società energetiche quotate in Borsa, con un mix suddiviso fra utilities, oil company e società operanti nel settore del gas oltre che nelle rinnovabili: A2A, Acea, Enel, Eni, Hera, Iren, Italgas, Saipem, Snam, Terna.


Il fatturato

Fatturato9M 20169M 2017Variazione %
A2A 3.482 4.261 22,4
ACEA 2.048 2.038 -0,5
ENEL 51.459 54.188 5,3
ENI 40.539 50.099 23,6
HERA 3.616 4.028 11,4
IREN 2.228 2.614 17,3
ITALGAS 779 835 7,2
SAIPEM 7.855 6.873 -12,5
SNAM 1.861 1.896 1,9
TERNA 1.551 1.627 4,9
COMPLESSIVO 115.418 128.459 11,3
Dati in milioni di Euro

Il fatturato delle società energetiche considerate è cresciuto di oltre lì11% superando i 128 miliardi di euro alla fine dei primi nove mesi dell'anno.

Al top si posizionano le utilities “pure”, come A2A che ha visto crescere il fatturato del 22% a 4,2 miliardi, Hera dell'11% ad oltre 4 miliardi ed Iren del 17% a 2,6 miliardi. Sotto pressione Acea che riporta un leggero calo del fatturato (-0,5%), che viene compensato solo dalla variazione di perimetro delle attività (+3%). Nel settore petrolifero fa molto bene l'Eni con un aumento dei ricavi del 23% sopra i 50 miliardi. Va segnalato invece il calo del fatturato della compagnia ingegneristica Saipem (-12,5% sotto i 6,9 miliardi) che si trova a confrontarsi con un contesto sempre “sfidante” per effetto dei minori investimenti delle oil company tradizionali.


Il margine operativo lordo torna a crescere

EBIT9M 20169M 2017Variazione %
A2A 524 495 -5,5
ACEA 378 291 -23,0
ENEL 7.689 7.217 -6,1
ENI 517 3.672 610
HERA 329 358 8,8
IREN 281 341 21,4
ITALGAS 268 307 14,6
SAIPEM -1.500 257 --
SNAM 1.029 1.063 3,3
TERNA 817 773 -5,4
COMPLESSIVO 10.332 14.774 43
Dati in milioni di Euro

La redditività delle compagnie energetiche è cresciuta complessivamente del 43% a 14,7 miliardi di euro, ma in un quadro perlopiù positivo si evidenziano andamenti a due velocità.

Nel comparto oil va segnalata la forte crescita dei profitti di Eni a 3,7 miliardi, sette volte superiori a quelli del pari periodo del 2016. Bene anche Saipem che, forte di una vasta riorganizzazione societaria e di una grande attenzione al profilo dei costi, riesce a tornare in utile per 257 milioni (nel 2016 accusava una perdita di 1,5 miliardi). Ottima performance operativa per Iren (+21%) ed Italgas (+15%). Giù la profittabilità della multiutility romana Acea (-3%) e della big Enel (-6%).


Minori svalutazioni fanno lievitare gli utili

Utile netto9M 20169M 2017Variazione %
A2A 226 323 42,9
ACEA 201 153 -23,9
ENEL 3.874 3.663 -5,4
ENI -1.385 1.330 ---
HERA 142 183 28,9
IREN 141 201 42,6
ITALGAS 167 213 27,5
SAIPEM -1.925 -57 ---
SNAM 639 755 18,2
TERNA 487 529 8,6
COMPLESSIVO 2.567 7.293 184,1
Dati in milioni di Euro

La situazione a livello di utile netto non si discosta troppo dalla performance operativa grazie anche alla minore presenza di svalutazioni. Bene il comparto petrolifero dove Eni torna in utile per 1,3 miliardi (nel 2013 c'era un rosso di pari ammontare), mentre Saipem riesce quasi ad azzerare la perdita (-57 milioni dai -1,9 miliardi di rosso del 2016). Le migliori sono Iren ed A2A con utili in salita del 43%, inseguite da Hera (+29%) ed Italgas (+28%) e Snam (+18%). Bene anche il gestore della rete elettrica Terna (+8% l'utile). Scende l'utile di Acea del 24% a 153 milioni come quello di Enel del 5% a 3,6 miliardi circa.


Debito in tenuta dopo i dividendi

Posizione finanziaria nettaDati dicembre 2016Dati settembre 2017
A2A -3.136 -3.252
ACEA -2.127 -2.487
ENEL -37.553 -37.941
ENI -14.776 -14.965
HERA -2.559 -2.610
IREN -2.457 -2.378
ITALGAS -3.617 -3.728
SAIPEM -1.450 -1.355
SNAM -11.056 -11.156
TERNA -7.959 -7.363
COMPLESSIVO -86.690 -87.235
Dai in milioni di Euro

Uno sguardo alla posizione finanziaria netta evidenzia una sostanziale tenuta dei livelli di indebitamento delle energy company, che vedono salire l'indebitamento di poco più di 500 milioni anche dopo il pagamento dei dividendi. Il debito complessivo ammonta a 87,2 miliardi, in gran parte in capo alla big Enel (37,9 miliardi) ed in misura minore a Eni (meno di 15 miliardi) e Snam (circa 11 miliardi).

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