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Mercoledì 18 Luglio 2018, ore 20.13
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Emendamento Manovra, Governo per "blindatura" cantieri TAP. Ma per Boccia inammissibile

Mal Presidente Commissione Bilancio Camera dice No alla norma. Recinzioni di protezione e arresto per chi per protestare entrerà in Puglia nei siti di lavoro

Economia, Energia, Politica ·
(Teleborsa) - "Severo" emendamento in vista per la "Manovra" richiesto dal Governo che vuole "blindare" i cantieri del Salento, in Puglia, che lavorano per la costruzione del gasdotto TAP. "Siti di interesse strategico naturale", sono stati definiti, con la necessità di controlli severi di protezione e per chi protesta o addirittura ne viola i confini arresto immediato e pene molto severe. Una sorta di vera e propria "militarizzazione", insomma. Ma il Presidente della Commissione Bilancio della Camera, il pieddino Francesco Boccia, decide per la "non ammissibilità.

Una "procedura" con "accorgimenti" peraltro già collaudata in Val di Susa per proteggere i cantieri della TAV, la tanto contestata linea ferroviaria ad Alta Velocità Torino-Lione con i militari dislocati a protezione degli impianti. Che ha sicuramente rallentato le "proteste", ma che non ha certo neutralizzato i movimenti NO TAV.

E lo stesso probabilmente potrebbe accadere in Puglia per la "militarizzazione" anche dei cantieri per il gasdotto, con, da mettere nel conto, almeno anche l'iniziale aumento delle proteste dei comitati NO TAP per questa ulteriore "stretta" voluta dal premier Gentiloni e dai suoi Ministri.

Protesta che nei giorni scorsi ha avuto tra i protagonisti il Governatore della Puglia, Michele Emiliano, che, dopo una visita ad uno dei luoghi di lavoro, aveva addirittura definito i cantieri alla stregua del lager di Auschwitz, contestando la presenza di recinzioni col filo spinato, scusandosi tuttavia poco dopo del non certo felice paragone.

L'intenzione del Governo, invece, sembra proprio marciare nel senso opposto delle considerazioni di Emiliano. Oltretutto il grave incidente dei giorni scorsi in Austria con l'eslosione che ha provocato un'interruzione di 24 ore dell'importante flusso di gas proveniente dalla Russia ha rafforzato le preoccupazione del Governo sulla situazione energetica dell'Italia, spingendo così ulteriormente per la fretta.

Il Ministro per lo Sviluppo Economico, Carlo Calenda, non a caso, "a caldo" aveva detto: "Se avessimo il Tap, oggi non dovremmo dichiarare lo Stato di emergenza per questa mancanza di fornitura. Il Tap servirebbe proprio per diversificare queste forniture di gas".


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