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Lunedì 17 Dicembre 2018, ore 05.33
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Salute, Rapporto Eurispes-Enpam: problemi e inefficienze ma il SSN "è un paziente sano"

Economia ·
(Teleborsa) - Problemi (tanti), inefficienze e molte cose da migliorare. Una situazione da tenere sotto la lente d'ingrandimento tra liste d’attesa, precariato e corruzione diffusa, ma il sistema sanitario nel complesso è in discreta salute e mantiene il passo dei paesi più sviluppati.
Lo dicono i dati resi noti dal primo Rapporto sulla sanità realizzato da Eurispes ed Enpam, sotto l’egida dell’Osservatorio su salute, previdenza e legalità, presentato ieri al ministero della Salute.

Questo Rapporto - dichiara Gian Maria Fara, Presidente Eurispes - ha voluto osservare il sistema della sanità, con l’obiettivo di "prendere contatto" con i diversi temi e le maggiori contraddizioni di un Sistema sanitario Nazionale per il quale è difficile esprimere una valutazione univoca, in grado di comprendere in sé le molte carenze come pure le tante eccellenze. Occorre soprattutto ricordare che, nonostante i ritardi e i problemi, il nostro Sistema sanitario nel confronto internazionale rimane uno dei migliori al mondo per la capacità di assicurare la salute dei nostri cittadini.

I NUMERI - L’Italia investe il 14,1% della spesa pubblica per mantenere il proprio sistema sanitario, l’1,1% meno della media europea. L’Irlanda è il paese che vi dedica la quota più alta (19,3%), ma questa spesa incide solo per il 5,7% del proprio Pil, dato che per l’Italia sale al 7%. Cipro è il paese che spende per la sanità la percentuale più bassa della spesa pubblica, pari al 2,6% del proprio Pil.

NON MANCANO LE CRITICITA' - Tra le tante contraddizioni e i punti critici, il Rapporto ha evidenziato il tema del precariato e della insufficienza degli organici, del forte invecchiamento del personale sanitario che in alcune aree, ed in particolare nella medicina generale (medico di base e pediatra di libera scelta), rischia nel futuro prossimo di generare dei vuoti incolmabili.

TRA PASSATO E FUTURO - Secondo i dati forniti dal Ministero della Salute e aggiornati al 2012 il comparto assorbiva 45.437 medici di medicina generale. Secondo la Federazione Italiana dei Medici di Famiglia circa 21.700 medici di base andranno in pensione entro il 2023, mentre il numero dei giovani medici “in ingresso” si prevede non superiore alle 6.000 unità. Questo significherà una carenza di 16.000 medici di base e la quasi certezza che entro il prossimo decennio almeno un terzo dei residenti nella Penisola non potrà avvalersi del medico di famiglia.
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