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Giovedì 15 Novembre 2018, ore 01.56
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Bankitalia, Panetta: "Mezzogiorno torna a crescere"

E' quanto affermato il vicedirettore generale di Bankitalia che tuttavia spiega che per sostenere questo "sviluppo bisogna puntare su turismo ed energia"

Economia ·
(Teleborsa) - Il Mezzogiorno torna a crescere ed è necessario sostenere il suo sviluppo puntando su alcuni settori come turismo ed energia. Lo ha affermato il vicedirettore generale della Banca d'Italia, Fabio Panetta, durante il suo intervento su "Economia e sviluppo del Mezzogiorno".

Nel triennio 2015-2017 "l'economia meridionale è tornata a crescere. Il prodotto è aumento del 3,5%, beneficiando del buon andamento di tutte le componenti della domanda. Gli investimenti hanno registrato una dinamica sostenuta, pari al 10,9% in termini reali, segnale incoraggiante, indice della volontà di continuare a puntare sul futuro da parte degli imprenditori meridionali.

Anche le vendite all'estero stanno registrando un andamento positivo: nei tre anni scorsi la loro crescita ha sopravanzato quella della domanda potenziale proveniente dai mercati di sbocco, segnalando un rafforzamento della capacità delle imprese del Mezzogiorno di competere sui mercati internazionali. Il peso dell'export rimane però strutturalmente basso.

Segnali positivi emergono nel turismo. Proseguendo nella tendenza in atto dal 2008 gli arrivi, le presenze e la spesa dei turisti stranieri sono aumentati a ritmi superiori a quelli del Centro Nord. Se rapportate all'elevato potenziale turistico delle regioni meridionali, le spese dei turisti stranieri sono tuttavia ancora troppo contenute, inferiori al 15% del totale nazionale.

Nell'industria le aree di maggiore vitalità – definite come quelle che negli anni recenti hanno prontamente recuperato i livelli pre-crisi di esportazioni, fatturato e valore aggiunto – sono concentrate nell'abbigliamento e nell'alimentare, ma ve ne sono anche nel settore
aerospaziale, delle apparecchiature elettroniche e della misurazione, in particolare nelle provincie di Napoli e Bari. Nel complesso, nel Mezzogiorno sono localizzate circa un quarto delle 400 aree presenti sul territorio nazionale, cui fa capo un decimo degli addetti della manifattura nell'area.

La ripresa si è accompagnata a un significativo recupero dell’occupazione, pari nel triennio 2015-17 al 4,5%, un valore pari a una volta e mezzo quello registrato in media nelle regioni del Centro Nord. La creazione di posti di lavoro è diffusa tra settori. Con
riferimento al 2017, l’industria e i servizi hanno fornito un contributo analogo; il settore delle costruzioni è tornato a creare occupazione, dopo aver distrutto quasi 230.000 posti di lavoro nel periodo 2009-2016.

Anche nel Mezzogiorno, come al Centro Nord, nel 2017 la crescita dell’occupazione è stata trainata dai dipendenti a termine. Il numero di lavoratori indipendenti, in calo nel resto del Paese, sono invece rimasti stabili. Il tasso di disoccupazione è diminuito meno che al Centro Nord, come conseguenza dell'aumento del numero di persone in cerca di lavoro; si tratta anche in questo caso di
un indice di fiducia sulle prospettive di impiego da parte dei cittadini meridionali. Non sono però superate le difficoltà che affliggono i giovani: tra coloro che hanno tra 15 e 34 anni l'occupazione è cresciuta meno che nelle altre regioni; inoltre il tasso di disoccupazione rimane inaccettabilmente elevato, pari al 34,9% e al doppio del Centro Nord.

Il settore bancario - ha spiegato Panetta - sta sostenendo il recupero dell'economia meridionale. Nel triennio passato le banche hanno avuto al Sud una crescita dei prestiti alle imprese più elevata e un calo dei tassi di interesse a breve termine più pronunciato rispetto al Centro-Nord. Il costo del credito resta superiore nel Mezzogiorno, risentendo anche della più elevata incidenza dei prestiti deteriorati.

Il recente andamento dell'economia - secondo il vicedirettore di Bankitalia - è incoraggiante, ma per colmare i ritardi del Mezzogiorno occorre ristabilire una prospettiva di crescita credibile. E' necessario superare gli ostacoli dovuti alla bassa efficacia dell'azione pubblica, migliorare i servizi pubblici e le infrastrutture. Turismo ed energia sono esempi di settori che possono essere valorizzati "La Banca d'Italia - ha concluso - ha sempre ritenuto il Mezzogiorno cruciale per lo sviluppo economico del Paese. Il rilancio degli investimenti pubblici e il miglioramento della qualità dei servizi offerti ai cittadini possono divenire una leva di progresso e crescita".


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